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Lost In Florence.

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Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei? 25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo

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sabato, 04 luglio 2009

Le previsioni del tempo offerte da Kaktus
sottotitolo: mò m'o segno

Posso già informare che domani sarà una giornata di tuoni e lampi e di piogge scroscianti in Toscana, a partire dal primo mattino in zona valdinievole per proseguire in zona litoranea livornese.

Perchè lo so con questa sicumera?

Genosse: "domani ti va di andare al mare?"

Kaktus: "?!!!?!"

Genosse: "allora?"

Kaktus: "beh, sì, certo, ma non ti sentire in obbligo di andare per farmi un piacere perchè io ci vado tranquillamente da sola, cioè, non è che per forza devi venire, cioè, io preferisco mille volte andare da sola piuttosto che sapere che con me c'è una persona che viene solo per farmi un piac.."

Genosse: "basta! che palle! mi va, andiamo?dove vuoi andare?"

Kaktus (fingendo di pensarci...): "mmmmmmmm, facciamo sotto livorno? scogli? porto le pinne!"

Genosse: "le pinne???"

E' una specie di clichè, e scopro di sentirmi molto banale nel ruolo della fidanzata che rompe i coglioni perchè vuole andare al mare mentre coso non ne ha assolutamente voglia.

Settimana scorsa a cena con una coppia, lei è un po' scazzata, lui è nella famosa fase "non mi sopporto da solo", parlo con lei e viene fuori che: lei vorrebbe andare al mare ma lui non ne ha voglia e...

Kaktus: " ci sono gli afterhours l'11, ANDIAMO?!?"

Genosse: "vediamo (= no al 99%)"

Kaktus: "vabbè, anzi, IO VADO"

Fidanzata scazzata :"ahah, ma dai, anche tu dici IO VADO?"

kaktus: "eh sì...perchè anche tu?"

FS: "eh certo, per forza, lui non ha mai voglia di fare nulla, per cui gli dico IO VADO"

Kaktus: "e per caso...quando gli dici così, lui ti risponde..."

FS: "vai, vai pure"

Kaktus: "ecco, lo immaginavo.."

(risata amara di entrambe...).

Ho annotato su un foglio tutte le cose che ci siamo riproposti di fare ed i posti dove ci siamo riproposti di andare, ieri sera:

Genosse: "ecco, sai anche dove mi piacerebbe andare una volta?"

Kaktus (con tono scettico): "dove???"

Genosse: "al museo dei fratelli cervi, in moto!"

Kaktus: "maddai!!!! bello! sì, sì, aspetta che lo aggiungo alla lista..."

Genosse: "sei una stronza".

Ora, a scopo cautelativo, vado a "disboscare"...

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avere trentanni, categoria xx, categoria xy, regole del kaktus, genosse, discorsi diretti

venerdì, 08 maggio 2009

Patente e libretto.

Ci vorrebbe il libretto di istruzioni.

Quando ci si conosce bisognerebbe fare come fanno i giapponesi, con un inchino scambiarsi il biglietto da visita, consistente in una brochure, basterebbe un foglio A4 pieghevole, con scritto sopra un decalogo per punti, che indica tic, pessime abitudini, errori ripetuti, con tanto di testimonianze scritte dei precedenti partner.

Ammetto i miei limiti, senza istruzioni non ce la faccio, sarà che sono stanca, più vecchia, meno illusa di 15 anni fa, ma faccio più fatica.

Certi comportamenti non li capisco, e soprattutto non riesco ad accettarli.

Fingere non mi viene bene.

Neanche fare la scacchista.

Duro poco, poi arrivata alla fatidica goccia che fa traboccare il vaso, metto da parte la maschera signorile ed esplodo per non implodere.

E così, ieri sera mi sono prodotta nella performance del lancio dei volumi di Master 24, raccolta di economia del sole 24 ore, con l'occhio sgranato, i tratti contratti, sono esplosa e, così, lasciandomi prendere dall'improvvisazione (le migliori performance nascono sempre così...) io, sulla porta, lanciavo a mo' di tiro al bersaglio, uno dopo l'altro, questi volumi, contro un bersaglio fisso seduto ieratico sulla poltrona dall'altra parte della stanza.

Passata la fase acuta di adrenalina, scatta la vergogna, così come vedere per terra il vaso in cui avevo messo a dimora i bulbi delle fresie, che crescevano, e pensavo che ogni mattina, uscendo di casa, avrebbe sentito questo buonissimo odore di vaniglia che gli avrebbe forse un po' migliorato l'inizio della giornata e, magari, avrebbe pensato a me...per terra, perchè nell'uscita finale, l'ho preso a calci facendo schizzare tutto per terra, bulbi e terra.

Certe persone riescono a tirare fuori il peggio di me.

Ma io lo sapevo che con questo sarebbe andata così, lo sapevo da sempre, fin dal primo momento ho visto un enorme, virtuale cartello al neon lampeggiante sulla sua testa con scritto "danger".

Il fatto è che, se mi abbraccia sento ancora la scossa.

Abbracci e belle frasi valgono poco ormai, perchè so che il problema è mio, non sono compatibile, non accetto, non credo più, non mi adeguo.

Allora vivo il tutto come fosse una malattia, sperando di guarire presto.

Con la speranza che sia una malattia virale, un'influenza forte, e non, come temo, una malattia cronica.

Listening to: i duellanti - Cristina Donà.

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martedì, 07 aprile 2009

Le regole del gioco

Ora ho capito come funziona il gioco.

Per imparare le regole ho dovuto un po' faticare, perchè in questo gioco non ci sono le istruzioni, vanno capite.

Il gioco si chiama "gatto caccia topo".

Il gatto dilata gli occhi, ti fissa, fa le fusa, fino a quando non ha cacciato il topo dalla propria tana e, una volta portatolo nella propria, si acquieta.

Lo lascia lì, col suo pezzettino di formaggio.

Ogni tanto ci gioca ancora, ma meno, perchè lo ha stanato.

Se il topo torna nella propria tana, allora il gatto, incredibilmente torna a dilatare le pupille, a fare le fusa come prima.

Dicevano un tempo che i gatti sono diabolici.

Ma i topi sono più furbi, e, una volta imparate le regole del gioco, entrano ed escono dalla tana per giocare col gatto, ma non si fanno più stanare.

Ai topi piace un sacco giocare...

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autocoscienza, categoria xx, categoria xy, i casi irrisolti di blu notte, i giochi del kaktus, regole del kaktus, genosse

giovedì, 26 marzo 2009

Il test Ikea

Prima o poi gli tocca.

Lui lo sa e, al tuo primo accenno, fatto OVVIAMENTE in tempi non sospetti, quando la dopamina è alle stelle e lui sa solo dire "sì" perchè la sua mente è obnubilata dall'overdose di sostanze psicoattive che produce il suo ipotalamo (hhhhhh, prendo fiato), dicevo, al tuo timido accenno (tu, iena che hai già un piano ben preciso in testa), appena dici Ikea, il 90 % dei portatori di cromosoma XY ti guardano terrorizzati, ti bloccano e ti dicono risoluti "ah no, tutto, ma io l'Ikea lo odio, non ci vado, perchè blablablablablablabla".

Poi un giorno ti pone il problema dell'acquisto di un paio di mobili.

Dopo tragiche ed infinite peregrinazioni nei posti più trash della regione (Mondo Convenienza, Mercatone Uno, Emmelunga), dove lui si dimostra in maniera inquietante attratto da un paio di mobili lucidi color arancione, quelle robe in questi posti, dove tutto è lucido, illuminati oltretutto da faretti che creano un riverbero in grado di perforarti la retina, tu ti rivolgi a lui con la stessa calma che ha uno psichiatra con un matto prima della legge basaglia e gli dici "sì, sì....bello...ma, dai, magari aspetta, pensaci un po' su...".

Poi la sera gli fai trovare, così, enpassant, il tuo catalogo ikea sul tavolo...lo sfogli con finta disinvoltura, lui, animale curioso, si avvicina, ti chiede che cosa tu stia guardando e tu, con nonchalance, glielo metti sotto agli occhi indicandogli un mobile a casaccio...il catalogo casualmente rimane attaccato alle mani dell'XY che confuso da tutti questi colori e nomi strani, ostenta superiorità, ripetendoti che "lui all'Ikea MAI perchè blablablablabla" e la cosa finisce lì.

Fino a qualche giorno dopo quando senza preavviso ti dice "sai, ho visto quella libreria lì...su QUEL CATALOGO...si potrebbe andare Lì".

"Lì dove?"

"lì"

"?"

"massì, lì, in quel posto vicino a sesto fiorentino".

"cioè?..."

"uff, lì, all'Osmannoro...in quel posto giallo e blu..."

"ahhhhhh, intendi dire che vorresti andare all'Ikea??".

"io non ho detto Ikea...".

"va bene...se lo vuoi tu...quando?"

"d-domenica?"

"domenica?????????????ma sei consapevole di cosa stai andando incontro?"

"massì, dai, andiamo diretti lì, alla libreria che ho visto, la prendiamo ed andiamo subito via"

Va bene.

La preparazione per il "viaggio" è pesante.

La sera prima si fa prestare la macchina del babbo, che è più lunga, stila una tabella oraria con sveglia presto, ed arrivo prima che il negozio apra per essere il primo ad entrare ed il primo ad uscire, prima che arrivi la bolgia.

Tu, lo guardi perplessa e poco convinta.

La mattina dopo, sveglia tardi, arrivo all'Ikea all'ora di pranzo.

Mi fumo una sigaretta preparatoria prima di entrare e lui mi dà le ultime istruzioni: "allora, per favore, niente candele, cioè, limitati eh?che io lo so, come fate VOI donne".

Sì, sì.

Entriamo e già si perde.

Tu lo guidi verso la torretta all'ingresso e gli metti in tasca un metro di carta, prendi una matita ed un foglio, lui, galvanizzato come un bambino si fotte una decina di matite smozzate.

Agguanti un sacchetto giallo mentre lui non capisce cosa tu stia facendo e di default ci piazzi dentro il sacchetto da 100 lumini (tiè) senza neanche guardarlo in faccia.

Ora.

Bisogna aprire una parentesi sul diverso approccio di fruizione del grande magazzino svedese da parte degli XY e delle XX.

Le XX, avvezze al luogo, si muovono con una disinvoltura tale che sanno esattamente quali sono i punti non interessanti, e sanno anche esattamente qual è il tempo massimo di sopportazione che possono raggiungere lì dentro, quindi tirano via al piano di sopra, quello delle esposizioni di mobili perchè hanno le idee già abbastanza chiare e, il loro vero obiettivo, è il piano inferiore...

Gli XY, invece, persi, hanno 2 diversi comportamenti:

a. quelli che spengono il cervello, si fanno trascinare dalla XX della quale sono al seguito, che indica con una velocità da pantera quell'armadio, quel letto, quel divano, mentre lui segue totalmente assente, annuendo.

b. quelli  che rimangono ipnotizzati da tutte quelle stanze arredate e vengono assaliti dalla sindrome "alice in wonderland".

Questi ultimi sono i più pericolosi, perchè lasciati sciolti, possono stare al piano di sopra anche 4 ore senza accorgersene, entrando in ogni loculo, osservando ogni minimo particolare dell'anta Garspndfghnsend.

E tu, fremi, perchè sai, che cosa succederà, da lì a poco.

Cerchi di tirare avanti, scavalcando 3 coppie, ancora sorridete, anzi stai sorridendo e sparando stronzate da sola, perchè ti giri e lui è rimasto 400 metri indietro, in contemplazione dell'armadio vattelappesca.

Ma in fondo, tu, sbagliando, lo lasci fare, pensando che cambierà idea sull'Ikea, in fondo, si sta divertendo, no?lasciamolo fare.

Errore.

Arrivi al settore bambini, al varco del bar, dove si crea una strozzatura di gente, tu sei tranquilla, gli stai per dire "ci prendiamo un caff...", ti giri e vedi un uomo distrutto.

Ha dato tutto se stesso al piano di sopra ed ora è esausto, esaurito, devastato, urtato, irritato, esasperato, insofferente.

Ma come? proprio ora che arriva il "bello"?.

Lui ti guarda e ti dice "sì ma facciamo presto, presto, che io non ce la faccio più, te lo dico, sto male, voglio uscire di qua presto!".

Ma come, cazzo, ti ho lasciato scorrazzare come un pirla demente 6 ore tra gli allestimenti di quelle stanze finte, rompendomi profondamente i coglioni ma comunque senza dirti nulla ed ora, che IO voglio andare nel MIO reparto, tu rompi i coglioni???????

Cerchi di tamponare la situazione, facendoti breccia tra la folla, lo piazzi in un angolo del bar, mentre tu ti sfanghi la fila chilometrica di gente per lo più lobotomizzata per prendere 2 caffè.

Quando torni tenti l'ultima carta buona, con voce finto-compassionevole (perchè sinceramente queste scene patetiche in un centro commerciale mi fanno girare i coglioni, soprattutto se è lui che ci è voluto venire): "senti...facciamo così, aspettami in macchina... io faccio il mio giro, prendo quello che devo prendere e ci vediamo alla macchina eh?non ci metto tanto... giuro.. (bugia), EH?".

"no, dai...andiamo, ce la posso fare, ma veloci eh?".

Fino ai bicchieri è ancora in uno stato mentale accettabile, dopo lo hai perso definitivamente, vaga senza una meta, lo perdi ogni 10 secondi, perchè tu, con scatto felino, ti avventi scartando da destra a sinistra sulla tenda o sul bollitore.

Niente da fare, vaga, disperso, che stress, lo devi recuperare in continuazione, non parla più.

E sorvoli sul settore tende, sul settore bagno, sul settore ufficio, ripromettendoti che tanto ci ritorni DA SOLA.Arrivi alle candele che lui è già alle casse...

E ti girano seriamente i coglioni.

Nel magazzino, sbrocchi.

"Non la voglio la TUA libreria, non mi piace!è pesante! prenditela TU io non la voglio, ne volevo prendere un'altra! basta! SONO STUFA!andiamo via di qua!"

"ma-ma...cosa ho fatto?..."

Silenzio teso alla cassa.

Spendi 50 euro in cazzate, quelle che compulsivamente hai infilato nel sacchetto mentre lui vagava come uno zombie tra le tende in stato catatonico.

Così, quando entri in macchina, lui può dirti: "vedi? hai capito perchè io odio l'Ikea?perchè finisce sempre che spendi un sacco di soldi in cazzate che non volevi comprare!...l'avevo detto io...".

E tu, in silenzio, lo detesti...e pensi: all'Ikea assieme MAI PIU'.

La settimana successiva, lui, in solitaria e SENZA DIRTI NULLA, torna a casa con 3 librerie, di quelle che voleva prendere lui, ed orgoglioso ti dice "sai? ci ho messo esattamente 20 minuti tra entrare, prendere la libreria pagare e caricarle in macchina..."

"BRAVO".

Poi ti fa trovare sotto al tavolino la scatola con la lampada a palla che volevi ma, causa crisi isterica, non hai più preso... che caro...ah, l'amore ai tempi del consumismo.

La settimana successiva, tu, in solitaria, in un giorno FERIALE, entri, giri, ci stai un paio d'ore, ti prendi un caffè, ti annusi tutte le candele, compri un'aloe, torni a casa e non gli dici nulla.

Lo tramortisci giorno dopo giorno con gli effluvi di vaniglia, frutti di bosco, cappuccino delle TUE candele perchè la vendetta è un piatto che va consumato freddo, come le aringhe della Svezia....

 

 

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 17:52 | link | commenti (4) |
cronache marziane, categoria xx, categoria xy, incubi del kaktus, regole del kaktus, continuiamo a farci del male, genosse, un mocio è per sempre

giovedì, 29 gennaio 2009

Indipendenza e passione.

Sto vivendo un momento molto strano in cui si stanno bruciando tutte le tappe e la situazione sta fuggendo da ogni controllo.

L'adolescenza è bella come sentimento, ma crea casini, soprattutto quando si ha "una certa".

E questo vale non solo per me.

Andare a dormire ogni sera alle 3-3 e mezza di mattina perchè si hanno tante cose da dirsi, e tanti baci da darsi è romantico, MA se la mattina ti devi alzare alle 6 e non sei un'erede di Agnelli, sono gran cazzi.

Perchè se arrivi tardi al lavoro, periodicamente, se hai una faccia da "malato" o "malata", e non riesci più a fare niente, poi rischi che ti ammali, o perdi il lavoro e allora, niente più sogni di viaggi romantici e niente vita "da grandi".

Già, la vita da grandi.

Io sono sempre stata contro le convenzioni sociali.

Il matrimonio lo schifo.

I figli non mi interessano.

La convivenza la valuto positivamente, ma, con riserva.

Spiego.

E' normale andare a convivere dopo 2 settimane che ci si "conosce"?

Secondo le convenzioni sociali assolutamente no.

Secondo "la passione"  sicuramente sì.Perchè è quello che senti.

Anche secondo una particolare coincidenza che fa sì che in questo momento state entrambi cercando casa per i cavoli vostri, non navigate nell'oro, vi amate alla follia (per quanto riguarda la follia, vedi le 3 di mattina...), quindi scatta la stretta mortale del sentimento+convenienza economica.

Capre e cavoli. Cerchiamo casa assieme, così stiamo sempre assieme e risparmiamo pure.

2 cuori, una capanna.

C'è il lato sentimentale irrazionale, istintivo che ti fa dire subito "sì".

Poi scatta un qualcosa nel cervello, e dici "no".

Non capisci cosa sia esattamente.

Poi realizzi.

E' la paura della quotidianità.

E' quel disturbo che ti creano le incombenze materiali, le bollette da pagare, l'affitto da dividere, chi va a fare la spesa, chi fa il bucato, che rischiano di soverchiare tutto il resto, e di rovinarlo.

E' la voglia, ora, di vivere in uno spazio proprio, non escludente, ma proprio, dove le incombenze economiche-pratiche te le devi sbrigare da sola. E da solo.

E' la voglia di "crescere" e responsabilizzarsi, da sola, senza appoggiarsi ad un patto amoroso-economico.

E' la voglia di sapere che questa persona la vuoi vedere perchè VUOI, perchè sia tu che lui SCEGLIETE di vedervi e non perchè vivete assieme. E quando vi vedete, ognuno avrà lavato i propri piatti e non ci sarà mai il dilemma di svegliarsi con il punto interrogativo "in brodo o asciutta?".

E' la voglia di conservare la SCELTA.

E di evitare di passare da una famiglia (la tua, o la "sua") ad un'altra famiglia.

NO.

La quotidianità è la tomba della passione.

Allora facciamo così, arrangiamoci, cresciamo, poi una sera tu vieni da me, ed io una sera vengo da te.

Per scelta.

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 16:54 | link | commenti (4) |
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martedì, 22 agosto 2006

Verità

 i meccanici non hanno amici

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questa è proprio una cazzata, regole del kaktus, le scoperte del kaktus

lunedì, 10 luglio 2006

Terrorista


secondo il Guardian la parola che avrebbe detto Materazzi a Zidane sarebbe stata "terrorista".
Il più terribile insulto che si possa rivolgere oggi ad un musulmano o ad un nordafricano, o peggio, proprio ad un beur, una persona di origine nordafricana nata in Francia, ma considerata un cittadino di serie B dalla propria nazione adottiva.
I beur, lottano tutti i giorni con le ingiustizie sociali del loro paese per cui se sei beur sei bollato, puoi studiare, lavorare come un mulo ma sarai sempre un gradino sotto rispetto ad un francese di 100 generazioni.
Ghettizzati in palazzoni spersonalizzanti, il loro paladino, il simbolo del loro riscatto è Zizou.
Dopo l'11 settembre c'è la caccia all'arabo, laureato, naturalizzato, musulmano, ateo, non importa, lo vedi con una valigetta, uno zaino, un filo (magari dell'auricolare dell'i-pod) e subito vedi in lui il terrorista.
Terrorista è il peggior insulto che si possa rivolgere ad una persona di sangue arabo, forse peggio del "mafioso" all'italiano.
Il calcio è anche gioco di nervi, provocazioni, Materazzi, col suo unico neurone è stato astuto rivolgendogli il peggior appellativo che potesse attribuirgli, il più offensivo, il più semplice provenendo da una mente semplice come quella del calciatore.
Ed ha sortito l'effetto desiderato: l'incornata, il crollo di nervi, la caduta di Materazzi, così fluida, di chi se l'aspettava.
Certo, magari avremmo vinto lo stesso.
Però è stata davvero una provocazione meschina.
ieri sera ho esultato, ma mi è dispiaciuto tantissimo per come Zizou abbia buttato nel cesso l'ultima partita della sua vita e l'onore dei beurs.
PS a Gaza tutti tifavano per noi.

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la politica del kaktus, regole del kaktus

martedì, 27 giugno 2006

feticci salvifici

l'altro giorno, dopo aver rischiato l'n-simo incidente mortale per colpa di un demente ho finalmente concluso la mia indagine statistica ed ho capito perchè bisogna diffidare aprioristicamente degli automobilisti che portano un rosario appeso allo specchietto, 9 volte su 10 sono dei pazzi suicidi, guidano a caso sicuri che la madonna, un cristo o qualche santo  di turno li proteggerà.

Bene, ora sto ancora lavorando sulla stocatisca degli

-uomini col borsello

-uomini col cappello

-uomini che si scaccolano al semaforo

-donne col Cayenne

-bambini lombardi: relazione lineare tra padronanza precoce della lingua italiana ed antipatia-stronzaggine.

-smart ed incoscienza alla guida

-Birkenstock e puzza di piedi

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giovedì, 02 marzo 2006

un blog dal sintomatico mistero

le ricette per un blog femminile intrigante, inquietante, conturbante, mistificante, ammiccante, delirante

1. mettici uno sfondo nero, o comunque scuro 

2.mettici una musica intrigante e misteriosa

3. mettici foto (fasulle) di me, rigorosamente in b\n, immagini così,
tipo una bella 5 di reggiseno con sopra scritto il tuo nick,  (lo so non è manco una quarta ma non l'ho trovata su google, ho dovuto smettere di cercare perchè se scrivi"seno" su google-immagini al 50 % sono foto di operazioni chirurgiche, ed io sto male)
un bel paio di labbra invitanti

un bel paio di tacchi a spillo

4. e per finire last but not least completa il tutto aggiungendo dei post torbidi, con un mucchio di parole chiave tipo: sapore-denso-caldo-odore-sesso-vulva-, testi in cui fondamentalmente non si capisce una mazza perchè sono allusivi e disperati, ma non importa perchè...

...con tutti questi ingredienti...

il pollo ...

...è fritto

(auguri)

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giovedì, 15 settembre 2005

regola n.2

MAI CONFIDARE UN SEGRETO AD UN AMICO ANCHE SE è PASSATO UN ANNO, I SEGRETI NON HANNO SCADENZE E LO DIMOSTRA IL FATTO CHE L'AMICO IN QUESTIONE IN 2 PICOSECONDI HA RITELEFONATO ALLA SUA EX TORNANDO ALL'ATTACCO (dopo avergli confessato che la ex in questione che lo lasciò per tornare con il suo ex fu subito scaricata perchè costui era ancora innamorato della ex...).

La parola "ex" comincia ad infastidirmi, come la parola "delizioso"e "minutino"
Devo imparare a dominare il mio stream of consciousness.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 20:57 | link | commenti |
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