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Utente: kaktus
(dis)avventure di una milanese catapultata nella provincia Toscana

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martedì, 13 ottobre 2009

Lo spernacchio.

OVVERO: ma che c'ho io in comune con chi celebra Craxi e si considera un libertario....

Finalmente si fa sul serio
(della serie: meglio tardi che mai, nel frattempo mi sono raddoppiati i capelli bianchi...)

Non è precipitando i tempi che possiamo pensare di risolvere i problemi antichi della sinistra italiana e neppure di rafforzare in modo convincente l’opposizione al governo Berlusconi.A Napoli al termine di un’affollata assemblea, con un documento finale votato a larghissima maggioranza, ci siamo dati tempi e modi per avviare il processo di costruzione di un nuovo centro sinistra, competitivo e vincente.Oggi  non ci sono condizioni tali da indurci a modificare il percorso stabilito appena un mese fa e tantomeno quindi a improvvisare un congresso su due piedi.

Riccardo?

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

un'altra spina tolta da: kaktus alle 16:18 | link | commenti (2) |
la politica del kaktus

mercoledì, 23 settembre 2009

Bagnoli 2

ennesima notte in sacco a pelo, perchè mi dovrei vergognare ma, ho la mia stanza così incasinata che non so dove iniziare per metterla a posto, ed infatti, ora, invece di farlo, scrivo...

Così, la sera mi prendono degli abiocchi incredibili, butto tutto in terra, mi infilo nel sacco a pelo sul letto e dormo.

Sinceramente non so più quale sia casa mia, anzi, ora come ora mi sento abbastanza una homeless.

Da questa casa sono fuggita, per non vedere, per non stare male.

Ci ritorno ora che siamo alla fine e sto male solo quando vado a trovarla all'hospice.

Sì, l'hospice, qui nella tristissima provincia di Pistoia c'è una struttura scandinava, è un hospice, non è un ospizio ma una casa, colorata, pulita, aperta, dove ognuno ha una propria stanza, con bagno, ed un letto per ospitare un familiare, c'è una cucina, un salotto, un bel giardino e tanti gatti, un ricovero specifico per malati terminali, dove personale preparato ti accompagna alla fine, alleviandoti il dolore, anzi, facendo in modo che tu non soffra.

E' un posto eccellente, del servizio sanitario nazionale. Pubblico.

A volte, proprio perchè vivo dove vivo, in un paese arretrato da molti punti di vista, imbarbarito, mi capita di stupirmi quando vedo queste oasi di civiltà, perchè penso che potenzialmente potremmo essere un paese evoluto se solo volessimo e se questo non fosse affidato solo all'impresa di singole persone illuminate o forse semplicemente persone che fanno il proprio lavoro, per bene.

Il resto del tempo l'ho passato in uno stato di semincoscienza, dormendo da Genosse la maggiorparte delle notti, sempre con la mia borsa-anatra.

Che vita è questa?

Una vita un po' confusa, sicuramente sospesa.

Mi chiedo spesso perchè tutte le volte che lui mi pressa dicendomi di andare a vivere con lui io non sia davvero così esaltata.

Prendo tempo.

E penso. Lo amo. Ma se davvero lo amo, perchè non voglio fare questo passo? (maronna, frasi da romanzo harmony, mi faccio venire il diabete da sola, o un po' di onco..)

Lo vorrei fare, ma ho paura di quello che mi troverei a fare e ad essere.

Forse io sono solo una grande immatura, ma c'è sempre una vocina, come un campanello d'allarme che mi frena.

Io di lui non mi fido, ecco. L'ho detto.

Ma non perchè penso che sia in cattiva fede.

Ma perchè penso, e una volta gliel'ho anche detto molto francamente, che mi ritroverei sulle spalle il peso del suo stile di vita, uno che si riempie la giornata di cose da fare, e delega agli altri le incombenze che lui ritiene secondarie.

Insomma, siamo al punto di partenza.

Prendo tempo, conscia che così, è una schifezza.

Nel frattempo mi sono anestetizzata con la politica...vabbè, politica...

Ore ed ore di discussioni su questo soggetto politico, su come fare un partito, sul gruppo dirigente che prende tempo (anche lui!) e così via.

Fino ad arrivare a Bagnoli, all'assemblea nazionale di Sinistra (ora anche Ecologia) e Libertà.

Già appunto, ma perchè non chiamarla anche Sinistra, Ecologia, Diritti, Laicità, Lavoro, Socialismo, Comunismo, Figa, Arcobaleno e Libertà...

Qui si prende tempo, appunto, baloccandosi con i capricci dei vertici.

C'era la voglia di linciaggio dei socialisti, c'erano i distinguo dei verdi, che loro, hanno una storia diversa da noi che siamo tutti di derivazione PCI (io il PCI l'ho visto morire ed ero ancora piccina...), invece loro, blablabla.

Ma andate a cagare.

C'era una base, calda, caldissima, e quando vi ricapita di trovarvi 2000 persone che chiedono una rappresentanza politica e vogliono partecipare attivamente, con proposte alla costruzione di un partito di sinistra, quando vi ricapita di trovare una base che chiede di essere interpellata direttamente su tutti i punti del percorso, e vi chiede di mettervi al servizio.

Appunto, forse è stato proprio questo che ha creato lo scollamento del vertice dalla base.

La richiesta di mettersi al servizio e non la delega, come accade nel partito fluido, ormai liquefatto, il PD.

La paura che ogni delegazione creasse dei distinguo dai quali si sarebbe instaurato un dibattito sui vari documenti che sarebbe durato giorni di assemblea.

La paura di perdere il controllo.

Credo che di fronte alla scelta di far parlare tutti, poi anestetizzare la platea con il messia Vendola per un'ora e poi tirare fuori un documento striminzitissimo in cui si danno 4 punti di percorso ma fondamentalmente ci sono ancora 5 partitini minuscoli che rimangono con i loro distinguo, ci sia di fondo la buona fede di chi capisce che bisogna essere inclusivi, e fare le cose con pazienza, ma anche un po' di cattiva fede.

Come sempre la mia relazione con Genosse ed il percorso politico di SeL hanno delle inquietanti analogie....

Il fatto è che trovo sempre delle sfaccettature ironiche, per non dire grottesche.

Come la fuga dei 5 dopo la lettura del documento, una vera e propria fuga, sotto le note di People have the power (una vera presa per il culo se si pensa che hanno deciso arbitrariamente loro e la base non è stata assolutamente presa in considerazione, molto vecchio stile, quando alle riunioni del PCI facevano parlare tutti, ma il relatore finale, il quadro, aveva già deciso il giorno prima, in pieno centralismo democratico), mentre la delegazione fiorentina (sempre incazzata e divisa, sempre stile guelfi e ghibellini, ce l'hanno nel sangue) e quella romana, cercavano di prendere la parola al microfono arringando la folla, che invece, me compresa, ha tutta votato il documento, per senso di responsabilità, altrimenti il partito ce lo facciamo da soli, ma siamo in grado? io no.

C'era questo, o nient'altro.

Meglio di niente.

E poi c'era la società civile che si sgolava dentro alla sala Newton, gridando partito partito, con interventi fotocopia, qui ed ora, subito.

Fuori, c'era l'intelligentia, in giacca e cravatta, in capannelli confabulanti.

Che fumava.

Anch'io fumavo, e tanto.

E in un'ennesima pausa caffè, torno e non ci sono più i capannelli che discutono di geometrie variabili e compagnia cantando, c'è una donna, con una divisa grigia, intenta a raccattare, di domenica pomeriggio, tutte le cicche di questi infantili bambinoni totalmente scollati con la realtà della vita ( e forse mi ci metto dentro anch'io quando partecipo a queste assemblee, con l'unica differenza, che io magari mi lavo meno la bocca con i distinguo ambientalisti ma le cicche di sigaretta le butto nel portacenere, e che cazzo), magari assunta in una cooperativa a 500 euro al mese, niente straordinari pagati, niente extrapaga per il lavoro domenicale, che probabilmente, nelle migliori delle ipotesi, ci guardava come marziani, nelle peggiori -e avrebbe fatto bene-tra sè e sè era pure di molto incazzata (ma guarda questa manica di scioperati, quanti discorsi inutili, intanto io devo tirare la baracca, mio marito è disoccupato e non ho soldi per comprare i libri di scuola ai figlioli).

Ma il più bello di tutti era il Sansonetti Gonfiabile, con completo di lino bianco, e maglietta del suo inutile giornalino, a mò di uomo sandwich, con capello unto e occhiali fermacapelli incorporati, svolazzante, a stringer mani e dare pacche sulle spalle.

Praticamente la mascotte della festa.

Grottesco. Forse non è cambiato molto, ne abbiamo parlato tanto, abbiamo fatto tanta autocritica ma comincio a pensare che le nostre sindromi (nostre, intese ovviamente come sinistra) non ce le toglieremo mai. E se non ce le toglieremo, scompariremo definitivamente, già ora siamo delle ombre...

 

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 18:03 | link | commenti |
autocoscienza, discorsi spinosi, la politica del kaktus, continuiamo a farci del male, genosse

martedì, 22 settembre 2009

Bagnoli.

E si andò a Bagnoli, finalmente, coperti e incazzati con la mia fiammante auto nuova, a gas ma soprattutto rossa.

La città della scienza è bellissima e mi è tornata la voglia di leggere La dismissione di Ermanno Rea che comprai e lasciai lì perchè non ho abbastanza ordine nella testa per leggere qualcosa che vada al di là dell'Unità in questo periodo (un periodo un po' lungo...).

La serata era particolarmente elettrica, piena di fulmini, con la Francescato che era più nera che verde ed una tipa molto romana e forse socialista che berciava a tutta voce "se ne stia in toscana quel farabbbbbbbuttttttto, io non rinungio alla mia storia bolitica".

L'astronauta la guardava assorto, imperturbabile, come sempre.

Noi da brava base, origliavamo senza farci vedere.

Ora non ho voglia di scrivere, ho mal di testa e sono uno straccio, vado a dormire.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 22:16 | link | commenti (3) |
la politica del kaktus, giri del kaktus

martedì, 30 giugno 2009

un'altra spina tolta da: kaktus alle 23:35 | link | commenti |
la politica del kaktus

La questione morale

Stasera mi è venuto un colpo quando ho sentito alla radio che Vendola aveva azzerato la giunta regionale, chiedendo inoltre alla manager della asl (vicina al PD) di consegnare le proprie dimissioni.

Perchè?

Perchè sono INDAGATI, non ancora PROCESSATI E COLPEVOLI ma INDAGATI.

Ero quasi commossa dalla limpidezza morale rara, rarissima di quest'uomo politico, dal cui gesto molti (del partito più cratico che demo) dovrebbero imparare e prendere esempio.

Tutto questo mi conforta, è come una piccola fiammella in una notte buia che dura ormai troppo tempo.

Spero di vederlo presto segretario del partito della Sinistra, per ora lasciamolo fare e fare bene in Puglia.

Lui non chiacchiera, fa. E' questo che dovrebbe fare un partito di Sinistra.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 23:34 | link | commenti (1) |
la politica del kaktus, enrico ti spiego

mercoledì, 24 giugno 2009

La casa delle libertà

Sorseggio aspirina fingendo sia un gin-lemon...andava tutto bene, sì, è vero, ieri notte ad un certo punto avevo un freddo addiacciante, e, nella casa in cui rimango a dormire ogni tanto non ci sono coperte, c'è il piumino da meno 30 gradi o le lenzuola e basta. Il padrone di casa mi aveva chiesto se ci potevo pensare io, ma, visto il mio diniego ("chiedilo alla tua mamma..."), siamo rimasti così. Un piumone o un lenzuolo. Così oggi, improvvisamente, mi sono svegliata con un coltello nella gola ed ora parlo come Patty Pravo. Febbre fulminante, sorseggio aspirina. Alla prossima occasione mi porterò il sacco a pelo...Gli attacchi di femminismo acuto sono spesso controproducenti.

Oggi, mentre sentivo Travaglio snocciolare lo schifo di Berlusconi e l'affair mignotte, pensavo che in fondo, siamo arrivati a Salò, il film di Pasolini, manca poco. Mentre chi ci aveva preso di brutto fu Guzzanti Corrado quando all'ottavo nano faceva la pubblicità della Casa delle Libertà, con trenini e spaghetti lanciati per terra (scusi?cosa sta facendo?Questo non si può fare?Come? ma sì che si può, nella  casa delle libertà, facciamo un po' come cazzo  ce pare...Brigitte Bardot, Bardot).

Stamattina, mentre smistavo i giornali pensavo, che io non ho la sindrome minoritaria, quindi basta, partitini e partitucoli, mettiamoci tutti attorno ad un tavolo, noi sinistri, rifondaroli, comunisti italiani, prendiamo la tessera del pd ed entriamoci a gamba tesa, ogni giorno facciamo una dichiarazione pubblica laica, di sinistra, ed appropriamoci di quanto è stato tolto a noi, agli elettori del pci. Portiamogli via il partito da sotto al culo (c'è chi fa sogni erotici ad occhi aperti, e chi li fa di fantapolitica).

Sono reduce dal seggio, in qualità di scrutatrice, avrei molto da raccontare, ma ora è meglio che vada a svenire.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 22:31 | link | commenti (2) |
autocoscienza, la politica del kaktus, continuiamo a farci del male

mercoledì, 10 giugno 2009

E' andata così

E non si è raggiunto il quorum, e si è strapersa la provincia, ma, ben presto al comune siederà probabilmente un nuovo assessore di pacca...

è una fottuta condanna.

La seconda sera, scherzando, Kaktus disse a Genosse: se diventi assessore TI MOLLO.

In realtà non stava scherzando...

CHE PALLE

un'altra spina tolta da: kaktus alle 15:40 | link | commenti (1) |
cintura nera di sfiga, la politica del kaktus, continuiamo a farci del male

venerdì, 05 giugno 2009

un'altra spina tolta da: kaktus alle 19:00 | link | commenti (4) |
desideri del kaktus, la politica del kaktus

un'altra spina tolta da: kaktus alle 18:48 | link | commenti |
desideri del kaktus, la politica del kaktus

mercoledì, 20 maggio 2009

Quanno ce vò, ce vò.

Ieri sera, mentre mi trovavo in una ridente città termale fascia a sentire il comizio di Claudio Fava circondato dai soliti "noi", a ballarò si consumava una temporanea trasformazione del nostro Nichi, che dismessi i panni dell'oratore, pacato, netto, aulico e pasoliniano, incalzato dal disturbatore di turno, il maggiordomo gasparri, si incazzò, e, dopo una frase chiara, farcita da un finale, sintetico e efficace "vergognati", chiosò con un netto, onesto, liberatorio: VAFFANCULO.

Ripetuto secondariamente proprio a rimarcare lo sfogo.

Bravo Nichi, basta con l'educazione, il tuo VAFFANCULO, ha condensato il pensiero di tutti noi, perchè noi, quando guardiamo ballarò, diciamo spesso VAFFANCULO, e ci incazziamo quando vediamo voi, così miti, di fronte al fascismo verbale di questi disturbatori televisivi di professione, che hanno reso consuetudine il metodo di interrompere  l'avversario mentre parla.

Quel VAFFANCULO ci voleva proprio, era un quando ce vò, ce vò, una liberazione.

In toscana, il VAFFANCULO liberatorio sarebbe stato sostituito dal classico bestemmione etrusco.

Non è un insulto diretto all'avversario, seppur degno di tale sollecitazione, ma l'enfatizzazione di uno stato d'animo che significa: basta, ora mi hai davvero esasperato, hai rotto i coglioni, ora te la dico tutta, ohhhhhh.

Ci vorrebbero più vaffanculi, ben assestati, in fondo, noi, popolo, quando litighiamo, ci mandiamo AFFANCULO, in macchina, alla cassa dell'ipercoop, in posta.

Il tuo VAFFANCULO a gasparri ti ha reso più umano, più simile a noi mortali elettori, che non siamo certo gente che si esprime in punta di forchetta quando si arrabbia, ti ha reso più umano, come se ti fossi messo le dita nel naso, o tolto lo sporco  tra l'alluce e l'altro dito del tuo piede sinistro (sinistro, ovviamente).Perchè sei stato spontaneo, in quel momento, quando hai detto VAFFANCULO, riscandendolo anche una seconda volta: VAF-FAN-CU-LO, eri te, Nichi, e non stavi strizzando l'occhio al popolino bue, scimmiottando il copione populista del "sono uno di voi perchè parlo sgrammaticato e mi agito" come fa quel furbo di di pietro.

Per il resto vengo a scoprire ascoltando controradio che i supercomunisti si sono impadroniti del partito della sinistra europea, embrione bertinottiano, mai nato perchè ostracizzato proprio dai supercomunisti, bene, ed ora, i supercomunisti, si sono impossessati anche di questo guscio vuoto, rivendicano l'esclusività dell'appartenenza alla sinistra europea, soggetto che hanno sempre snobbato e criticato con tanti se e ma, insomma, i soliti distinguo dei puristi rossi.

Genosse sta tornando dalla sua 3 giorni tra i visigoti, e lo aspetta un bel ritorno rilassante in patria etrusca: un cane da abbattere, una ex fidanzata in lacrime, una fidanzata abbattuta da una situazione familiare agghiacciante, che lui parzialmente ignorava e con 2 occhi da panda per colpa dell'allergia.

Mi dispiace Genosse, ma oggi proprio non riesco ad ascoltare il tuo dolore, quello che proverai quando farai fare la puntura al tuo amato cane, purtroppo una concatenazione sfigata di eventi ha fatto sì che oggi sia una di quelle giornate in cui ho gli zuccheri molto bassi, penso e ripenso a tutto, è come se di colpo, proprio oggi, avessi scoperchiato quel coperchio di cemento armato e di rabbia assurda che tappava tutto e mi rendeva insensibile ed un po' stronza, quasi indifferente, estremamente razionale e consapevole, del fatto che mia mamma sta male e durerà poco ancora, forse, e che comunque sarà una lenta discesa, ed oggi si è aggiunto un bello scivolo (nel vero senso della parola, non solo lato), verso questa discesa, e voglio solo stare qui, fumare una sigaretta dietro l'altra ed ascoltare Beirut, piangendo, e basta, io sono forte, io sono forte, io sono forte, ma oggi, quando mi hai telefonato e mi hai detto che la metà del tuo cane stava male, che ti aveva telefonato LEI che piangeva, e che stasera saresti andato lì, dove c'è l'altra metà del tuo cane, a farlo sopprimere, a condividere il cordoglio dei vostri 2 pezzi di cane, ti ho vomitato addosso quello che non ti avevo detto fino ad ora, perchè si sa, avere a che fare con una persona che ha una malata grave a casa diventa argomento imbarazzante che crea casini, e non volevo rovinare tutto, ma mi è scattato l'egoismo, e ti ho detto tutto, proprio oggi, oggi che starai male come un cane, perchè farai sopprimere il tuo cane, ed io sono dispiaciuta davvero, ma ti ho vomitato tutto addosso, di quello che sto vivendo tutti i giorni, e l'ho fatto scentemente, perchè volevo farti sentire una merda, anche se non lo sei, perchè avevo  bisogno di attenzione, perchè avrei bisogno di una persona che si prendesse cura di me, ogni tanto, non sempre eh?una persona che mi dicesse: vieni qui, stai con me, faccio tutto io, riposati, invece sento che me la devo sfangare da sola, perchè proprio stasera tu sei lì, dove stava l'altra metà del tuo cane, e dove stavi tu, a condividere il cordoglio, a consolare una persona che piange, giustamente perchè è morto il suo cane, il tuo cane, il vostro cane, invece io sono qui, a piangere da sola, mentre dico sono forte, sono forte, sono forte, dopo aver scazzato con mio padre, dopo essermi rifugiata nelle mie stanze, dopo aver cercato di rimettere una distanza tra l'emotività ed il raziocinio, e tu mi dici "dopo vieni qui, stai qui", ma non mi sembra una buona idea, perchè stasera non ce la faccio a consolarti, non ce la faccio a sentire parlare del cordoglio e dei pianti della padrona dell'altra metà del tuo cane, perchè vorrei essere io, al centro, stasera, visto che sto di merda, ma c'è anche questo, e so che tu non potresti essermi di aiuto, nè io a te, e mi sentirei in imbarazzo, a sapere che nonostante tu sia tristissimo, non avresti il coraggio di esternare come ti senti perchè hai di fronte una persona con una mamma che sta molto male.

Insomma, è meglio se sto a casa, forse, vediamo, prendo tempo, anche perchè so come sei, dici sempre così, ci vediamo dopo, poi succede qualcosa, ed i programmi cambiano.

Allora facciamo così, forse è meglio se stasera ognuno si tenga il proprio dolore. Ti farei un cd di Beirut da ascoltare, per metabolizzare, sapendo che tu stai lì, ed io sono qui, ma stiamo ascoltando la stessa musica, perchè so che ti piacerebbe, a te che ascolti Yann Thiersen quando hai gli zuccheri bassi, e che so, che stasera metterai su, perchè aiuta, calma, pacifica.

Stasera non ce la faccio ad accudirti, e tu dirai, magari, ma chi ti ha chiesto di accurdirmi?è vero, ma è così, nonostante tu sia più grande di me, mi viene istintivo accudirti, uno strano istinto di protezione, si chiamerà amore? non lo so e non me ne frega nulla, ma stasera avrei davvero bisogno di essere accudita io, e so che non sarà possibile. Oggi purtroppo, sono necessariamente molto egoista, e mi dispiace, davvero. Stasera non ti posso aiutare, perchè stasera io avrei bisogno di essere aiutata. E mi sentirei un'egoista ed un'idiota a piangerti in faccia  mentre ti dico che sono davvero dispiaciuta per il tuo cane. Non sarei una buona consolatrice, no.

Gli ho fatto notare che i visigoti, da cui provengo, hanno una peculiarità, non salutano, magari si sono rivolti 4 chiacchiere la sera prima, ma quando si incrociano casualmente per strada il giorno dopo, si ignorano.

Tanta solitudine lassù a Milano, alienazione, isolamento, bolle esistenziali, poi ci fai l'abitudine, e smetti di salutare pure te.

Per il resto nella provincia toscana in cui sono catapultata anni orsono, si sopravvive, tra vaffanculi, bestemmione, buongiorni e buonasera, perchè qui, pur con una forte dose di meschinità ed ipocrisia, ci si saluta quasi sempre.

Marsiglia Marsiglia Marsiglia...magari, prima o poi...

listening: Beirut - La Llorona ( in tema con la giornata)

E ora? mi rileggo, mi rileggo, mi rileggo, fino a quando non mi vengo a noia. E mi chiarisco le idee.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 19:03 | link | commenti (3) |
cronache marziane, autocoscienza, oggi mi sento così, frammenti milanesi, la politica del kaktus, lemmi e dilemmi, genosse



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