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Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei? 25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo

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martedì, 30 giugno 2009

La questione morale

Stasera mi è venuto un colpo quando ho sentito alla radio che Vendola aveva azzerato la giunta regionale, chiedendo inoltre alla manager della asl (vicina al PD) di consegnare le proprie dimissioni.

Perchè?

Perchè sono INDAGATI, non ancora PROCESSATI E COLPEVOLI ma INDAGATI.

Ero quasi commossa dalla limpidezza morale rara, rarissima di quest'uomo politico, dal cui gesto molti (del partito più cratico che demo) dovrebbero imparare e prendere esempio.

Tutto questo mi conforta, è come una piccola fiammella in una notte buia che dura ormai troppo tempo.

Spero di vederlo presto segretario del partito della Sinistra, per ora lasciamolo fare e fare bene in Puglia.

Lui non chiacchiera, fa. E' questo che dovrebbe fare un partito di Sinistra.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 23:34 | link | commenti (1) |
la politica del kaktus, enrico ti spiego

martedì, 14 aprile 2009

Fasi

sono nella fase "crocerossina" e questo non è bene, lo so.

Guardavo 8 e mezzo, c'era tonino guerra e facevano vedere la scena magistrale finale di zabrieskie point, quella dell'esplosione di tutti i simboli del consumismo borghese, frigoriferi, televisione e quant'altro.

Presa da un impeto di lirismo politico-esistenzial-sentimentale mando un messaggio

Kaktus: "stai guardando 8 e mezzo?sto vedendo la scena finale di zab point: quella era egemonia culturale, perchè non ci siamo conosciuti negli anni '70? ora saremmo 2 vecchi disincantati o nostalgici, ma almeno avremmo sognato!"

Risposta: "No, ero al cesso, riflettevo e vomitavo."

ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 22:41 | link | commenti (2) |
autocoscienza, avere trentanni, categoria xx, categoria xy, continuiamo a farci del male, enrico ti spiego

domenica, 09 marzo 2008

Le dita nel naso.

Studio col rumore di fondo di Ballarò ed Anno Zero su raiclick, i nuovi mostri, Calearo, Colaninno, fanno paura, in un gioco delle parti in cui la destra fa demagogia da vecchia sinistra e la "sinistra" si pone come nuovissimo miracolo italiano di centro, proponendo una pax sociale improponibile, con gli imprenditori che ci dicono "ora ci pensiamo noi" e dei simulacri di operai, strumentalizzati in virtù di una serie di morti su lavoro alle proprie spalle che sono icone vuote, tristi, e suscitano un sentimento a metà tra l'imbarazzo e la tenerezza in quella fossa di leoni.

In mezzo una sinistra che viene considerata zimbello politico, e che balbetta cose giuste, sommersa dalle risate e dall'arroganza di una specie di colpo di stato.

E' una cosa da star male.

Vado a prendere le sigarette, stacco e vado a prendere le sigarette.

Mentre sto ritornando a casa penso che voglio invecchiare come Nilde Iotti, così, con i capelli bianchi, la pettinatura da Principessa Leila ma non solo, voglio invecchiare proprio come lei, rincoglionire anche, come lei, mettendomi le dita nel naso.

Ora come ora vorrei accelerare questo processo per non rendermi conto di quello che mi circonda in maniera così lucida.

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autocoscienza, la politica del kaktus, continuiamo a farci del male, enrico ti spiego

sabato, 12 gennaio 2008

 

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la politica del kaktus, enrico ti spiego

giovedì, 10 gennaio 2008

NO, e poi?

Premessa, per me le persone non vedenti sono cieche, quelle che non ci sentono sono sorde, quelle che non riescono a parlare sono mute, e quei cubi di cemento con una ciminiera in capo all'interno dei quali viene bruciata la monnezza si chiamano inceneritori, appunto.

Ora io mi chiedo, se tutto il mondo usa come sistema di smalitmento dei rifiuti non riciclabili gli inceneritori, non capisco perchè tutti si siano accaniti contro la costruzione del termovalorizzatore di Acerra senza però essere in grado di dare una alternativa fattibile ad un problema concreto, tangibile: la munnezza.

Un inceneritore diventa l'unica strada percorribile in una regione in cui la raccolta differenziata è zero, e tutto il ciclo dello smaltimento differenziato dei rifiuti deve essere ancora intrapreso.

Sono un po' stufa dei Nimby che però vogliono vivere nel mondo contemporaneo, fatto di interruttori della luce, rubinetti dell'acqua da girare, automobili da usare per spostarsi e così via.

Avrei capito se la discussione sull'inceneritore si fosse svolta su: facciamolo più "bello", con meno emissioni, e così via, ma la strada del NO senza proposte alternative non è più percorribile.

Questo lo dico soprattutto ai miei compagnucci di sinistra, pronti sempre a sposare le cause di ogni comitato cittadino che nasce come un fungo non appena vogliono mettere un inceneritore, una discarica, una centrale.

Attenzione, anche sulla TAV la mia posizione si è spostata su una visione un po' meno donchisciottesca, nel senso che spesso, queste proteste, che vedono come capifila gli stessi amministratori locali sono fatte solo con la scusa di spillare soldi allo stato per poi finanziare cazzate immani, tipo sagre del castoro muschiato o musei del nulla pneumatico.

Capisco e sostengo una protesta basata su specifiche perplessità e che intende coinvolgere la cittadinanza attiva proponendo miglioramenti, cambiamenti, ma i NO ideologici hanno vita breve e non ce li possiamo più permettere.

E' ovvio che l'oceano di munnezza campana non è causata solo dai NO bipartisan all'inceneritore di Acerra, le responsabilità sono altre, e non sto qui ad elencarle, è clientelismo, è infiltrazione camorristica, ma, la sinistra, l'arcobaleno, deve cambiare atteggiamento, diventare meno "fricchettona a prescindere", più onesta, più pragmatica.

In questo modo eviteremo in futuro di vedere le facce imbarazzate di Pecorari e Scani.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 20:14 | link | commenti (6) |
la politica del kaktus, continuiamo a farci del male, enrico ti spiego

giovedì, 13 settembre 2007

UQ day?

Continuo a farmi una domanda: ma perchè questa rivolta "populista" anti-politica capeggiata da un comico proprio ora che c'è un governo di sinistra?
Prima della "Casta" era uscito (sotto il governo Berlusconi) un altro libro, scritto dai dissidenti Salvi e Villone, altrettanto dettagliato, ma passato totalmente in sordina perchè non assistito dalla cassa di risonanza della pubblicità giornalistica televisiva.
Perchè proprio ora?
Cerco di pensare senza essere in malafede: forse è una protesta raccolta soprattutto dal popolo della sinistra, come risposta ad una forte delusione di fronte alla mancanza di una frattura, di una discontinuità col governo di destra.
Aspettative tradite, deluse che si trasformano in forte protesta di piazza, capeggiata da un comico.
Ma se questa delegittimazione della politica fosse invece un progetto ben studiato a tavolino, per delegittimare definitivamente questo governo, indurre l'elettorato di sinistra a non andare più a votare spinto dalla logica "Bianchi, Rossi, Neri, tutti uguali! e portare ad una svolta reazionaria da cui non ci libereremo mai più?Strumentalizzando la buona fede degli elettori di sinistra?
Perchè questa protesta proprio ora?
Sono scettica e non riesco a togliermi una certa paura.

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 13:59 | link | commenti |
la politica del kaktus, enrico ti spiego

venerdì, 22 giugno 2007

scripta manent

La politica del centrodestra al riguardo si è mostrata del tutto

indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate misure che contrastano

con il rispetto della legalità, l’inerzia rispetto

alla criminalità economica, un abbassamento della guardia nel

contrasto alla criminalità organizzata, l’utilizzo delle forze

di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate;

basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non

sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale

(al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone,

per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione

parlamentare d’inchiesta.

dal programma dell'Unione 2006-2011, pag.77

(foto presa dal blog di Marco Canestrari:http://www.marcocanestrari.net/)

un'altra spina tolta da: kaktus alle 01:36 | link | commenti |
la politica del kaktus, enrico ti spiego, io non mi sento italiano

giovedì, 01 febbraio 2007

La politica di pancia

Stamattina durante la colazione rimango con la tazza del caffèlatte a mezzaria mentre ascolto la rassegna stampa di radio3: ed esclamo NOOOOOOOOOOOO.
E' la seconda volta che rimango incredula di fronte ad una notizia della rassegna stampa, e penso sia uno scherzo, la prima volta è stata quando negli anni '90 apprendo appena sveglia che un carroarmato battente bandiera Serenissima sta girando in piazza San Marco a Venezia.
La seconda oggi.
La Veronica si è incazzata.
Meglio di un posto al sole.
Questo è un fatto politico, cioè, per la prima volta in Italia la sfera privata diventa pubblica, strumentalizzata nel bene e nel male e la vignetta di Vauro a PrimoPiano (titolo: perseguitato dai comunisti; il nano che scappa dietro ad un lancio di piatti, cucchiai di legno e bicchieri esclamando "Veronica tu quoque!") è sintomatica.
Questo omino di burro ha sedotto politicamente migliaia di donne (soprattutto) vendendo il fumo, raccontando loro un sogno, la favola della sua vita da Uomo Qualunque che diventa Monarca: figli biondi, moglie bella, soldi e facendo credere a questi beoti che se ce l'ha fatta lui anche loro possono diventarlo.
Con questo astuto e semplice meccanismo, ogni beota italiota riesce a sentirsi un po' come lui, si identifica, si riconosce nei luoghi comuni d'accatto che lui smercia.
Chissà perchè ha mandato la lettera proprio a Repubblica, il quotidiano più inviso al nano, e soprattutto, la risposta di lui è sintomatica, tipicamente maschile: tu stai ore a spiegare cosa non va e lui risponde minimizzando: vabbè, ti perdono anche se sei la solita isterica.
Poi di solito finisce che prima gli chiedi scusa (perchè sei un'isterica), dopo realizzi e ti infuri diventando un'erinni.
Domani sondo la conseguenza politica tra i miei tester: le mie colleghe.
Perchè loro votano con la pancia, quello è brutto, quello è bello.
Stiamo diventando sempre più come gli americani e questa non è affatto una bella notizia.
Merda.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 00:27 | link | commenti (1) |
la politica del kaktus, enrico ti spiego

lunedì, 27 novembre 2006

Il burattino rotto ed il burattinaio

ragazzi che ridere veder sfilare davanti agli occhi un burattino inanimato con i tacchi.
Non ci potevo credere che stesse succedento proprio lì, ora, in quel momento, ed io ero lì, presente, nella postazione più vicina possibile.
Ho pensato, è morto, è fatta.
Sono scappati dietro ad una tenda bianca, momenti concitati, mormorii, urla, gli ha sciupato la festa che doveva terminare con il rituale lancio di palloncini azzurri.
E invece nulla, la festa è finita.
La festa è incominciata con una dimostrazione di tennistavolo, per i plebei anche detto pingpong, eseguita da un cinese VS un italiano.
Grande momento culturale, il tennistavolo.
Sul palco, a presentare, Marcellino-baciamolemani-Dell'Utri e la Pivetti.
Quando il nano è collassato ero distratta, sentivo la sua voce che tendeva sempre più al cupo, e parlava sempre più lentamente, un po' come Hal 9000 quando viene disattivato da Dave.
Nel mentre il compagno V. sta litigando con uno degli organizzatori perchè si è spinto troppo avanti ed è stato sgamato: niente pass stampa, siamo degli infiltrati.
Che poi, dico io, se ti metti lì, dietro al palco, stai schiscio no?
No, compagno V. riprendeva ARTISTICAMENTE i piedi delle persone, è ovvio che ti sgamino, che sei un tipo strano.
E quindi, proprio mentre collassava il nano, nessuna ripresa, io guardavo la scena e contemporaneamente crecavo di chiamarlo, disperatamente, Emiliano!Emiliano! cazzo! filma qui!guarda! guarda!!!!nulla, mi vedo passare davanti il feretro, questo omino di burro, senza vita, portato a braccia, sdraiato, dai suoi Boys come i conigli che portavano la bara di Pinocchio, uguale.

Impossibile non ricordare una scena analoga, che mi viene il voltastomaco solo a pensare all'analogia, ma tant'è, mi viene in mente subito il comizio di Berlinguer a Padova, nel 1984.
Poi i funerali, i più imponenti funerali che abbia mai visto in vita mia, la delegazione cinese, Arafat, la gente che piange.
E penso, no, lui tutto questo non lo avrà, se lo sogna.

Vedere il nano, così, inanimato, portato via, mi ha dato proprio la vivida sensazione di quello che è: un burattino tirato fuori per il teatrino dei pupi, ma chi lo manovra dietro al telo nero, è...è uno staff di persone, lui è solo un'immagine, ma concretamente non è niente.
In quel momento il butattino si è rotto, spezzato, e allora lo hanno portato via perchè non serviva più.
Nonostante avessi invocato questo momento per 12 lunghi anni con promesse di brindisi e lancio di trick e track, dopo averlo visto passare non ho più provato gioia, ma sconcerto, perchè il progetto va avanti anche senza di lui, perchè il burattinaio è ancora vivo e non ha intenzione di arrendersi.
Noi riprendiamo tutto, il dietro le quinte, siamo nella zona RISERVATISSSSSSIMA, la zona vips e stampa, non so come cacchio abbiamo fatto ad arrivare fin lì, per caso praticamente, ma vi dico una cosa, basta avere una telecamera in mano, anche di cartone va bene, che ti si aprono le porte del paradiso, la telecamera affascina, ipnotizza, è una chiave che ti fa entrare dove vuoi.
Quindi ieri posso dire di essere stata nel posto giusto al momento giusto, ma l'operatore, porche madonne, non ha ripreso una mazza di quel momento, è rimasto impresso solo nei miei occhi.
Piccolo inciso, dovevamo vestirci "antisgamo" , abbigliamento forzitaliota del compagno V.:
lacoste ROSSA, pantaloni neri mistolana della cresima, giubbino blu, capello casuale.
Io ero molto più credibile (10 minuti di depressione durante la vestizione per aver preso coscienza di avere un guardaroba pietoso che se una volta mi invitassero a cena in un posto chic mi scambierebbero per quella che vende le rose...): jeans neri, dock marten's basse, maglia nera, giacca nera di velluto e mega foulard marocchino bordeaux portato attorno al collo come le sciure lumbàrd, ero vestita come la Cuffaro, diobono.
Peccato che dentro ci fosse una temperatura da alto forno, quindi tolta la giacca, sembravo un'attivista del circolo anarchico ponte della Ghisolfa.
Sarà un caso che appena entriamo il giornalista di Santoro con l'operatore (un frikkettone attempato con i dreadlocks che sembrava uno degli ZZTop) ci salutano (????).
Li incrociamo più volte, e ci sorridono, allora mi faccio riprendere dal tipo degli ZZTop con il naso rosso da pagliaccio, loro ridono, vado a salutarli e come dei partigiani, ci stringiamo la mano, presentandoci sottovoce, si sghignazza, giovedì vediamo se lo mandano in onda.
Il naso l'ho usato poco perchè lì rischiavo il linciaggio, ma la mia piccola azione sovversiva là dentro l'ho fatta, girare là dentro (1 minuto) con il naso da clown.
Non so se abbiano inteso la sottile metafora.

PS mi ha intervistato il TG4, ma non penso lo manderanno in onda....

Finisce la festa, così, mestamente, con il nano che rassicura il pubblico, uno spettacolo per pochi intimi, esce dall'autombulanza, in bocca una caramella che succhia in maniera grossolana e con le proprie gambe sale sull'automobile, saluta come fosse il vincitore di una gara sportiva, il pubblico urla in visibilio, i giornalisti se ne sono praticamente già andati.
Torno dentro, con la telecamera, gli operai stanno smontando il palco, è tutto vuoto ora, in un angolo un capannello di gente, luci, telecamere, il burattinaio sta spiegando cosa è successo al burattino, zoom, gli inquadro la faccia, gli occhi, ha uno sguardo che fa paura.

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lunedì, 18 settembre 2006

Kaktus come Kossiga

ogni tanto mi piglia così.
Devo esternare come il buon vecchio picconatore Kossiga.
Settimana scorsa non ho potuto fare a meno di intervenire sul forum di Un Posto al Sole, quest'oggi ho scritto a Ferrara, il responsabile nazionale organizzativo del mio caro incasinato destinato all'implosione partito, esercitando il mio diritto di iscritta ovvero, avere delle spiegazioni.
Gli ho chiesto come sia possibile permettere di organizzare la festa nazionale di una mozione in un partito che ancora un po' è un prefisso telefonico.
Siamo alla follia.
Chiedo spiegazioni.
Rivoglio il centralismo democratico.
Sto frignando come un'infante.
Non c'ho un cazzo da fare oggi, mi rilasso in previsione di domani, che si riprende con le piantine, con le eriche (piante di merda), con le telefonate alle 7 e 20 per estorcermi un passaggio, con le colleghe pazze.
Tutto questo senza neanche prendere un roipnol, incredibile.

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