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Razionalità (?).
Sto cercando di prenderla in maniera estremamente razionale.
Domani andiamo a spargere le ceneri in mare, come da sua volontà, e non riesco a non togliermi dalla mente Il grande Lebowsky.
So che lei capirebbe, era munita di una buona dose di ironia.
Per il resto ho deciso di dare ascolto ad Enrico Ghezzi (ex sindaco di questo paesello, noto cinefilo) che al mio commento sarcastico su "Uh, Citto Maselli..." (regista che per me rappresenta lo stereotipo di molti clichè "de sinistra" e alla luce di un film che vidi alla Panoramica di venezia nel '96, cronache del terzo millennio, film, che mi fece abbastanza cagare..) ha esclamato che è un bravissimo regista, e quindi, mi impegno a guardare qualche suo vecchio film, facendo attenzione ai suoi mirabolanti piani sequenza...sì, mi piace farmi del male.
Bagnoli 2
ennesima notte in sacco a pelo, perchè mi dovrei vergognare ma, ho la mia stanza così incasinata che non so dove iniziare per metterla a posto, ed infatti, ora, invece di farlo, scrivo...
Così, la sera mi prendono degli abiocchi incredibili, butto tutto in terra, mi infilo nel sacco a pelo sul letto e dormo.
Sinceramente non so più quale sia casa mia, anzi, ora come ora mi sento abbastanza una homeless.
Da questa casa sono fuggita, per non vedere, per non stare male.
Ci ritorno ora che siamo alla fine e sto male solo quando vado a trovarla all'hospice.
Sì, l'hospice, qui nella tristissima provincia di Pistoia c'è una struttura scandinava, è un hospice, non è un ospizio ma una casa, colorata, pulita, aperta, dove ognuno ha una propria stanza, con bagno, ed un letto per ospitare un familiare, c'è una cucina, un salotto, un bel giardino e tanti gatti, un ricovero specifico per malati terminali, dove personale preparato ti accompagna alla fine, alleviandoti il dolore, anzi, facendo in modo che tu non soffra.
E' un posto eccellente, del servizio sanitario nazionale. Pubblico.
A volte, proprio perchè vivo dove vivo, in un paese arretrato da molti punti di vista, imbarbarito, mi capita di stupirmi quando vedo queste oasi di civiltà, perchè penso che potenzialmente potremmo essere un paese evoluto se solo volessimo e se questo non fosse affidato solo all'impresa di singole persone illuminate o forse semplicemente persone che fanno il proprio lavoro, per bene.
Il resto del tempo l'ho passato in uno stato di semincoscienza, dormendo da Genosse la maggiorparte delle notti, sempre con la mia borsa-anatra.
Che vita è questa?
Una vita un po' confusa, sicuramente sospesa.
Mi chiedo spesso perchè tutte le volte che lui mi pressa dicendomi di andare a vivere con lui io non sia davvero così esaltata.
Prendo tempo.
E penso. Lo amo. Ma se davvero lo amo, perchè non voglio fare questo passo? (maronna, frasi da romanzo harmony, mi faccio venire il diabete da sola, o un po' di onco..)
Lo vorrei fare, ma ho paura di quello che mi troverei a fare e ad essere.
Forse io sono solo una grande immatura, ma c'è sempre una vocina, come un campanello d'allarme che mi frena.
Io di lui non mi fido, ecco. L'ho detto.
Ma non perchè penso che sia in cattiva fede.
Ma perchè penso, e una volta gliel'ho anche detto molto francamente, che mi ritroverei sulle spalle il peso del suo stile di vita, uno che si riempie la giornata di cose da fare, e delega agli altri le incombenze che lui ritiene secondarie.
Insomma, siamo al punto di partenza.
Prendo tempo, conscia che così, è una schifezza.
Nel frattempo mi sono anestetizzata con la politica...vabbè, politica...
Ore ed ore di discussioni su questo soggetto politico, su come fare un partito, sul gruppo dirigente che prende tempo (anche lui!) e così via.
Fino ad arrivare a Bagnoli, all'assemblea nazionale di Sinistra (ora anche Ecologia) e Libertà.
Già appunto, ma perchè non chiamarla anche Sinistra, Ecologia, Diritti, Laicità, Lavoro, Socialismo, Comunismo, Figa, Arcobaleno e Libertà...
Qui si prende tempo, appunto, baloccandosi con i capricci dei vertici.
C'era la voglia di linciaggio dei socialisti, c'erano i distinguo dei verdi, che loro, hanno una storia diversa da noi che siamo tutti di derivazione PCI (io il PCI l'ho visto morire ed ero ancora piccina...), invece loro, blablabla.
Ma andate a cagare.
C'era una base, calda, caldissima, e quando vi ricapita di trovarvi 2000 persone che chiedono una rappresentanza politica e vogliono partecipare attivamente, con proposte alla costruzione di un partito di sinistra, quando vi ricapita di trovare una base che chiede di essere interpellata direttamente su tutti i punti del percorso, e vi chiede di mettervi al servizio.
Appunto, forse è stato proprio questo che ha creato lo scollamento del vertice dalla base.
La richiesta di mettersi al servizio e non la delega, come accade nel partito fluido, ormai liquefatto, il PD.
La paura che ogni delegazione creasse dei distinguo dai quali si sarebbe instaurato un dibattito sui vari documenti che sarebbe durato giorni di assemblea.
La paura di perdere il controllo.
Credo che di fronte alla scelta di far parlare tutti, poi anestetizzare la platea con il messia Vendola per un'ora e poi tirare fuori un documento striminzitissimo in cui si danno 4 punti di percorso ma fondamentalmente ci sono ancora 5 partitini minuscoli che rimangono con i loro distinguo, ci sia di fondo la buona fede di chi capisce che bisogna essere inclusivi, e fare le cose con pazienza, ma anche un po' di cattiva fede.
Come sempre la mia relazione con Genosse ed il percorso politico di SeL hanno delle inquietanti analogie....
Il fatto è che trovo sempre delle sfaccettature ironiche, per non dire grottesche.
Come la fuga dei 5 dopo la lettura del documento, una vera e propria fuga, sotto le note di People have the power (una vera presa per il culo se si pensa che hanno deciso arbitrariamente loro e la base non è stata assolutamente presa in considerazione, molto vecchio stile, quando alle riunioni del PCI facevano parlare tutti, ma il relatore finale, il quadro, aveva già deciso il giorno prima, in pieno centralismo democratico), mentre la delegazione fiorentina (sempre incazzata e divisa, sempre stile guelfi e ghibellini, ce l'hanno nel sangue) e quella romana, cercavano di prendere la parola al microfono arringando la folla, che invece, me compresa, ha tutta votato il documento, per senso di responsabilità, altrimenti il partito ce lo facciamo da soli, ma siamo in grado? io no.
C'era questo, o nient'altro.
Meglio di niente.
E poi c'era la società civile che si sgolava dentro alla sala Newton, gridando partito partito, con interventi fotocopia, qui ed ora, subito.
Fuori, c'era l'intelligentia, in giacca e cravatta, in capannelli confabulanti.
Che fumava.
Anch'io fumavo, e tanto.
E in un'ennesima pausa caffè, torno e non ci sono più i capannelli che discutono di geometrie variabili e compagnia cantando, c'è una donna, con una divisa grigia, intenta a raccattare, di domenica pomeriggio, tutte le cicche di questi infantili bambinoni totalmente scollati con la realtà della vita ( e forse mi ci metto dentro anch'io quando partecipo a queste assemblee, con l'unica differenza, che io magari mi lavo meno la bocca con i distinguo ambientalisti ma le cicche di sigaretta le butto nel portacenere, e che cazzo), magari assunta in una cooperativa a 500 euro al mese, niente straordinari pagati, niente extrapaga per il lavoro domenicale, che probabilmente, nelle migliori delle ipotesi, ci guardava come marziani, nelle peggiori -e avrebbe fatto bene-tra sè e sè era pure di molto incazzata (ma guarda questa manica di scioperati, quanti discorsi inutili, intanto io devo tirare la baracca, mio marito è disoccupato e non ho soldi per comprare i libri di scuola ai figlioli).
Ma il più bello di tutti era il Sansonetti Gonfiabile, con completo di lino bianco, e maglietta del suo inutile giornalino, a mò di uomo sandwich, con capello unto e occhiali fermacapelli incorporati, svolazzante, a stringer mani e dare pacche sulle spalle.
Praticamente la mascotte della festa.
Grottesco. Forse non è cambiato molto, ne abbiamo parlato tanto, abbiamo fatto tanta autocritica ma comincio a pensare che le nostre sindromi (nostre, intese ovviamente come sinistra) non ce le toglieremo mai. E se non ce le toglieremo, scompariremo definitivamente, già ora siamo delle ombre...

Mi ricordo
i pallosissimi documentari di Quark registrati in VHS che ogni tanto ci facevano vedere a scuola.
La noia mortale.
Voglio vedere Videocracy e Cosmonauta.
E piovve.
Ma non una pioggerellina da nulla, no, proprio un acquazzone di tutto rispetto, in moto, perbenino, con lo zaino gigantesco sulle spalle, la tenda montata e tutto quanto.
Attorno ci sfrecciavano supermotociclisti biemvuisti con tutine impermeabili, bauletti in titanio, caschi in tinta, tutti di una certa età e con buone pensioni, immagino, noi, no, non avevamo portato manco la giacca della moto (maffigurati se piove...).
Risultato: tutto fradicio, nello zaino, e fin nelle mutande.
Così come l'acquazzone, c'è stato anche uno scazzo estemporaneo per la gioia dei vicini di tenda.
Poi è tornato il sereno e la seconda parte si è rivelata una strana luna di miele con dosi massicce di dopamina il cui effetto continua a perdurare da gennaio.
Ora sono qui, abbronzata a farmi la seconda ed ultima settimana di ferie reclusa tra badanti, gatti che non si sa più dove metterli quindi li ho reclusi in camera mia e mi distruggeranno tutto, computer, libri e così via, in fondo li capisco. Lo farei anch'io al posto loro.
E, tra le altre cose sono immersa in una serie di questioni burocratiche, assicurative, perchè la fantasmagorica auto understatement è arrivata ma devo avere l'assicurazione e quindi tra bersani, assicurazioni telefoniche etcetc sto sclerando (ora capisco perchè costano meno...).
Certo, le invio tutta la documentazione via mail...scanner rotto, compra lo scanner nuovo, pc rotto, formatta il pc, e così via.
Non vedo l'ora di tornare a lavorare.
Poi, la corsica non me la ricordavo così cara, ma roba da spennarti viva.
C'era la tassa dei 3 euro: acqua? 3 euro. Una bottiglia di birra Pietra da 33cl? 3 euro.
3 euro era la cifra minima di spesa, praticamente l'equivalente del fiorino di non ci resta che piangere.
Poi c'era il petit dejeneur, dove stavano lì a lesinare per 2 marmellatine.
Ladri.
Ho dovuto dare ragione a Genosse perchè ho voluto fare la figa: che? i pentolini? seee, io sono in vacanza, cicci, col cavolo che la sera mi metto lì per terra a mangiare i fagioli in scatola, tz!...
....pentimento...con capo coperto di cenere...
Ho fatto più di 400 foto, forse mi sono fatta prendere la mano.
Però, detto tra noi, la corsica è bella, perchè è un posto selvaggio, poco antropizzato, dove c'è gente che non vuole rotture di palle, quindi se non vuoi la ressa anche ad agosto la corsica va bene.
MA, mi dispiace, da noi ce ne sono 300 di corsiche, io rimango sempre della mia idea, il sud italia è impareggiabile.
E la sicilia rimane sempre al numero 1 della lista.
La vacanza logisticamente è stata così: carica la moto, smonta la tenda, monta la tenda, disfa gli zaini, rifai gli zaini, smonta la tenda, carica la moto, monta la tenda, disfa gli zaini....
Ritorno in notturna sul traghetto con le solite scene da ammutinati del Bounty di tutti quelli del passaggio ponte: giovani, vecchi, cani, bambini baraccati per terra, mi giro verso Genosse che è distrutto e ha già la palpebra calata sul materrassino per terra in un posto che ci siamo guadagnati facendo di corsa 3 rampe di scale con gli zaini: che dici? forse cominciamo a non avere più l'età per fare una vacanza del genere.....?
zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
Hal
Sto assistendo giorno dopo giorno alla scena di 2001 Odissea nello spazio, quando Hal9000 si spenge progressivamente, lentamente, cantando una filastrocca per bambini.
Che devo fare, nulla.
Mi sento impotente ed impreparata.
Ogni giorno un pezzetto va via.
Ed io intanto mi barcameno tra sacchetti, sacchettini, con una grande confusione in testa.
Questo blog è diventato una ciofeca, produce percolato pure lui come la monnezza.
Tutto è sospeso, ed io non ho ancora preso il volo.
La mia specialità è non prendere decisioni.
Penso troppo e non sono mai convinta.
Ci penso, ci ripenso, ci rimugino prima durante e dopo.
E' come quando devo fare un tuffo, sto lì, sul ciglio della roccia, a meno di un metro dall'acqua, ma non mi tuffo, aspetto, ci penso, ci penso, poi quando mi butto mi viene fuori un tuffo fantozziano.
Avrei bisogno di "uno bravo", forse.
Estate agrodolce
le vacanze si fanno aspettare, però almeno abbiamo già fatto un grande passo avanti, dall'assillo (mio) di stabilire la partenza, siamo passati a progettare il percorso e vedere come passare una settimana nell'isola selvaggia senza girare come delle trottole e stressarsi ed allo stesso tempo senza abbrutirsi nello stesso posto.
Girare, sì, ma con moderazione.
Poi c'è il fatto dell'organizzazione degli spazi.
In moto non ci sono mai andata in vacanza, si percepisce che qualcuno è visibilmente preoccupato che io mi porti dietro la casa, io fingo superiorità, facendo la figa "sì, figurati, io, 2 mutande e la maschera da sub...tz", ma sto barando.
Mi conosco, casco sempre sulla quantità di magliette.
Inizio mettendone un paio nello zaino, poi aggiungo, massì, cosa vuoi che ingombrino, vai con altre 2, altre 4, altre 6...
Finirò per fare il contrario, vestendomi tutti i giorni come un ranger.
Molto femminile...
Per il resto la situazione familiare è sempre peggio, a volte egoisticamente spero che tutto finisca presto, perchè è un gigantesco casino ed anche perchè vedere una persona che ormai aspetta, non è bello.
Ma so che quando succederà sarà comunque il dispiacere più grande della mia vita.
Per ora ho rimesso un muro di ghiaccio, perchè così sopravvivo decentemente e non sono preda delle emozioni.
A volte mi trovo a maledire questa estate, l'estate più brutta della mia vita, che poteva essere la più bella, per tutto quanto ed il resto.
Condannata a stare qui, fuori c'è il sole, il lavoro mi fa schifo, ma non posso scappare.
Niente mare, niente colline metallifere, niente di niente. Fissa qui.
In questo piccolo inferno familiare.
I ritagli di tempo tra un lavoro di merda e le costrizioni familiari, sono serali, e quelli me li prendo tutti, con grande incazzatura di mio padre, mi dispiace, ma io voglio continuare a vivere.
Chiamami immatura, chiamami egoista, ma il sacrificio non fa per me.
Ho aspettato tanto questa estate, ed ora mi ritrovo a maledirla, perchè vedo facce rilassate, allegre, ed io invece sono sempre cupa e pensierosa e non ho proprio un cazzo da ridere.
E mi dispiace aver conosciuto Genosse proprio ora, che tutto è più difficile e complicato.
Ma la felicità non esiste, esistono solo piccoli momenti di serenità.
Come l'altra sera, quando sono andata a sentire Nada e Fausto Mesolella (l'ex chitarrista prodigio degli Avion Travel) a Marina di Pietrasanta.
E lei era grandiosa, eterna ragazza, solare, fumatrice accanita di sigaro, ed era uno di quei rari momenti in cui c'era la perfezione, lei cantava "Grazie", noi ci tenevamo per mano e per un attimo, ero serena, o forse, felice.
Parentesi: erano gli orribili anni ottanta, per la precisione il 1983, c'erano gli strascichi delle BR, Reagan, i Vanzina, Licio Gelli e Michael Jackson era ancora nero, una nanetta di 9 anni, viveva a Roma e si era innamorata di una canzone, si chiamava "Amore disperato", la cantava in continuazione, e nella sua mente si era stampata l'immagine di questo sassofono blu.
A centinaia di chilometri un ragazzetto un po' più grande ascoltava e canticchiava la stessa canzone.
Si troveranno moltissimi anni dopo, a ricantarla assieme. Un po' più alti, un po' più stanchi e più disincantati, però è bello risentirla.
sono stanca sono stanca sono stanca sono stanca sono stanca sono stancaaaaaaaaaaaaaaaaa
Una domenica di merda
Spesa un'intera mattinata a cercare di ricucire i fili, 2 dico 2 riappacificazioni con consecutivi 2 dico 2 ri-scazzi e mi sentivo nel giochino dei sims quando 2 omini socializzano ma nulla niente da fare uno scuote la testa e gli si materilizza sopra un meno, poi un meno meno rosso mentre l'altro abbassa il capo si girano di spalle e si allontanano, un loop.
Frustrazione, vabbè vado al mare: aaargh! allora io vado a correre.
E si ritorna nel loop.
Una demente che discute in costume con uno in calzoncini e scarpe da ginnastica.
A riappacificazione avvenuta, manco so come e perchè, inizia il stai qui, a che ora parti? dai stai qui, io me la tiro, no, no, devo fare lo zaino, vuoi la mia maglietta degli Smiths? Mavalà.
Squilla il telefono, concerto rinviato a data da destinarsi....
Fanculo. Vado all'Ikea
Finestre
Mentre io urlavo, l'"essere" si preoccupava innanzitutto di chiudere le finestre.
E' un'immagine un po' ridicola, vista così, tu sbraiti, e lui prima di risponderti, si affanna a chiudere finestre, porte, con lo sguardo preoccupato che i vicini non sentano, quanto è stronzo.
Ognuno di noi ha 2 immagini, quella pubblica e quella privata, non coincidono mai, ma a volte sono diametralmente opposte.
Tanto premuroso e disponibile nella sfera pubblica, quanto misero e stronzo in quella privata.
Ora ci sono i vicesindaci, gli assessorati, gli arci, e tutto il resto, io, come resto, finisco in fondo a questa bella lista, come volevasi dimostrare.
Ci sono 2 tipi di persone, quelle che esternano, male, nella maniera peggiore, ma esternano, e quelle che no, che si tengono le cose dentro e te la fanno pagare col silenzio, l'atteggiamento distante ma disinvolto, tu lo percepisci, ma non ti è dato sapere il motivo.
Questo secondo tipo di persone davvero non lo sopporto. Mi stimola la violenza fisica.
Avrei dovuto tirarmela di più, essere meno presente, disponibile e partecipativa, perchè è sempre la stessa solfa: ti calpestano.
Vado al mare.
autocoscienza.
che palle pallose, vado al mare, non vado al mare, c'è il sole, si rannuvola, non chiamo, massì passo, ma perchè sono passata? mi annoio, avrei molte cose da fare ma non ne ho voglia.
I Diaframma hanno suonato alle 21, ma chi li ha visti?
Bravi gli Afterhours, come sempre, in forma, ero l'unica a dimenarsi come una tarantolata.
Com'è superficiale parlare solo di concerti, ma in questo momento vorrei solo questo.
Vacanze? Non ne parliamo più. Lasciamo che sia.
Anche i socialisti parlano di identità, ma ci rendiamo conto? lasciamoli estinguere.
Oggi il signor Matteo, 80 anni, ha detto: "IO? io sono comunista..., sono nato così". L'ineluttabile, come chi è nato con le orecchie a sventola o gli occhi verdi o il mento sporgente.
E' bella questa definizione genetica dell'indole politica, lo avrei abbracciato, peccato che al 99% voti PD.
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