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Lost In Florence.

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mercoledì, 08 luglio 2009

PS (effetto particella di sodio)

Questo spazio sembra ormai vuoto perchè si sono trasferiti tuuuutti su facebook.

Anche qui, in questo paesino buco di culo, casalinghe, anziani, mezze seghe, tutti su facebook, ci vediamo su facebook! qual è il tuo contatto! facebook, facebook, facebook.

E, dopo mesi, aaaaanni di resistenza, in quanto mezza sega, ci sono entrata anche io, per ora timidamente...

In effetti, facebook fa l'effetto Carramba, ho ritrovato gente che non sentivo più da quando sono andata via da milano (cioè, praticamente tutti...).

Per ora sperimento...ma so che a breve mi sarò rotta le palle perchè

non posso dare libero sfogo alla mia nutrita logorrea.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 20:45 | link | commenti (1) |
migrazioni

ammorbamento.

quando stai cercando un accendino da 5 minuti e scopri di averlo in mano...capisci che sei stanca...

E' estate, fa caldo, ma oggi un po' meno, e in suo onore le vorrei dedicare 2 canzoni, Caldo di Fiumani e Estate degli Afterhours.

Ah, tra parentesi, venerdì, IO VADO.

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 20:29 | link | commenti |
autocoscienza

lunedì, 06 luglio 2009

L'uomo che non deve chiedere mai (la crema).

Però andiamo presto eh? a me piace andare al mare presto, tipo essere lì per le 9 e mezzo...

Sabato notte, approfittando del collasso, punto la sveglia alle ore 8.00

G: hai puntato la sveglia?

K: sì, sì, tranquillo...

Domenica ore 8.00 suona la sveglia, Genosse russa, faccio un tentativo, provo a svegliarlo fingendo di tirargli una gomitata inconsapevole...nulla.

Provo pena per lui, e mi riaddormento con un occhio aperto.

Partiamo alle 11...arriviamo a mezzogiorno, ci accozziamo su uno scoglio.

K: vuoi un po' di crema?

G: ah no, grazie, sai, io non sono per queste cose, i profumi, le creme.

K: ma sei bianco neve, ti scotti...

Un'ora dopo.

K: scusa, ma ti faccio presente che hai la schiena fosforescente, fai te, ma se fossi in te metterei un po' di crema.

G: ah va bene, dai, grazie.

Un'ora dopo.

G: ma che fai, ti giri?

K: eh sì, il sole si sposta...(espressione tolemaica...)

G: ( insinuando tra le righe che sono un'esaltata) ah, ma tu sei una di quelle che si spostano in spiaggia in base alla direzione del sole!"

K: beh, è normale, se sto ferma sempre nella stessa posizione mi abbronzo solo da una parte, no?

Un'ora dopo.

K: vado a farmi un altro bagno, vieni?

G: no, no grazie, sto bene così.

K: uh guarda, ora anche la coscia sinistra è fosforescente, anche il petto...vuoi ancora crema?

G: ma sì, grazie, me la metti tu?

K: va bene

G: che bello, mi sento un arabo...

K: ecco, mettitela da solo

A casa.

G: diomio come frizza, guarda gli stinchi! brucia tutto.

K: eh sì, ti sei scottato (io te l'avevo detto...), uh, guarda. Sei a scacchi, coscia e stinco sinistro fuxia, interno coscia sinistro bianco, coscia e stinco destro bianco e interno coscia destro fuxia, dietro: bianco. Dai giochiamo, vuoi i neri o i  bianchi? (la giusta punizione a chi mi prendeva in giro perchè mi giravo in base alla posizione del sole..).

G: stronza.

G: ce l'hai il doposole?

K: (ma tu non eri quello che le creme, i profumi...) no, ho la crema normale, la vuoi?

G: sì per favore...però dai, non siamo stati male, è andata bene no?

K: ma cos'era un test????

Da Bersani (non Samuele, Pierluigi..)

M: ciao! siete stati al mare?

K: si vede eh?

M: beh, vedevo un faro luminoso da lontano...

K: eh sì, è fosforescente

Dopo Bersani

G: aaaargh, brucia tantissimo, gli stinchi! gli stinchi! Mi metti ancora la crema per favore?

K: (ma... tu, le creme... i profumi...) va bene....

Stamattina

K: come va?

G: male, mi fa male tutto, brucia tutto.

K: ho capito, senti devo andare sono in ritardo, ti LASCIO la mia crema..

G: sì, grazie.....

In edicola

K: allora?

G: eh, prima di uscire ho messo ancora un po' di crema...

un'altra spina tolta da: kaktus alle 15:34 | link | commenti (1) |
categoria xx, categoria xy, questa è proprio una cazzata, giri del kaktus, genosse, discorsi diretti

sabato, 04 luglio 2009

Le previsioni del tempo offerte da Kaktus
sottotitolo: mò m'o segno

Posso già informare che domani sarà una giornata di tuoni e lampi e di piogge scroscianti in Toscana, a partire dal primo mattino in zona valdinievole per proseguire in zona litoranea livornese.

Perchè lo so con questa sicumera?

Genosse: "domani ti va di andare al mare?"

Kaktus: "?!!!?!"

Genosse: "allora?"

Kaktus: "beh, sì, certo, ma non ti sentire in obbligo di andare per farmi un piacere perchè io ci vado tranquillamente da sola, cioè, non è che per forza devi venire, cioè, io preferisco mille volte andare da sola piuttosto che sapere che con me c'è una persona che viene solo per farmi un piac.."

Genosse: "basta! che palle! mi va, andiamo?dove vuoi andare?"

Kaktus (fingendo di pensarci...): "mmmmmmmm, facciamo sotto livorno? scogli? porto le pinne!"

Genosse: "le pinne???"

E' una specie di clichè, e scopro di sentirmi molto banale nel ruolo della fidanzata che rompe i coglioni perchè vuole andare al mare mentre coso non ne ha assolutamente voglia.

Settimana scorsa a cena con una coppia, lei è un po' scazzata, lui è nella famosa fase "non mi sopporto da solo", parlo con lei e viene fuori che: lei vorrebbe andare al mare ma lui non ne ha voglia e...

Kaktus: " ci sono gli afterhours l'11, ANDIAMO?!?"

Genosse: "vediamo (= no al 99%)"

Kaktus: "vabbè, anzi, IO VADO"

Fidanzata scazzata :"ahah, ma dai, anche tu dici IO VADO?"

kaktus: "eh sì...perchè anche tu?"

FS: "eh certo, per forza, lui non ha mai voglia di fare nulla, per cui gli dico IO VADO"

Kaktus: "e per caso...quando gli dici così, lui ti risponde..."

FS: "vai, vai pure"

Kaktus: "ecco, lo immaginavo.."

(risata amara di entrambe...).

Ho annotato su un foglio tutte le cose che ci siamo riproposti di fare ed i posti dove ci siamo riproposti di andare, ieri sera:

Genosse: "ecco, sai anche dove mi piacerebbe andare una volta?"

Kaktus (con tono scettico): "dove???"

Genosse: "al museo dei fratelli cervi, in moto!"

Kaktus: "maddai!!!! bello! sì, sì, aspetta che lo aggiungo alla lista..."

Genosse: "sei una stronza".

Ora, a scopo cautelativo, vado a "disboscare"...

un'altra spina tolta da: kaktus alle 19:14 | link | commenti (3) |
avere trentanni, categoria xx, categoria xy, regole del kaktus, genosse, discorsi diretti

mercoledì, 01 luglio 2009

Emozioni

E' così. Non sono mai stata tipa da grandi gruppi, da compagnie. A me le persone piace frequentarle, conoscerle, una alla volta, altrimenti mi sento dispersiva.

E poi nei grandi gruppi mi perdo, finisco per focalizzarmi su una, due persone che mi incuriosiscono e finisco per parlare solo con loro.

Ho sempre frequentato poche persone alla volta.

Questa sera mentre trascrivevo la ricetta della mousse di lenticchie all'indiana mi sono fermata un attimo a pensare.

A pensare che questi mesi, da ottobre in poi sono stati veloci, vorticosi, convulsivi, quasi patologici.

Da metà ottobre c'è stato un vortice di cose successe così, all'improvviso, che mi hanno destabilizzata.

La caduta di Fabio è stata sconvolgente, per me che ho sempre avuto pochi amici e lui, da quando vivevo qui era uno dei pochi.

Forse per questo sento molto la sua mancanza proprio come un vuoto, perchè da quando sono qui, di persone valide ne ho conosciute ben poche, non è questione di regione, ma di numero, meno persone, realtà statiche, si rimesta nel nulla.

La sua morte ha creato una specie di data di frattura, proprio il giorno in cui andavo in manifestazione con Genosse e lo conoscevo, Fabio cadeva e la mia vita cambiava.

Non sto parlando di tutte quelle cazzate delle sliding doors, del destino e puttanate varie, è stata solo una strana coincidenza.

Mi capita ogni tanto di fermarmi a guardare la sua foto appesa alla libreria con una molletta dei panni, lo guardo e gli parlo a voce bassa, e gli dico stronzate.

Solo ora mi rendo conto davvero di come la sua ultima storia con quella pazza lo avesse ferito davvero ed ho il rammarico di non aver capito fino in fondo, anche se ne parlavamo spesso, e lo ascoltavo e gli davo consigli, di come lui fosse sensibile e vulnerabile dietro quello sguardo mite ma fiero, quasi chiuso, un po' alla Berlinguer.

Sono stati mesi di sensazioni forti, un mese e più di delirio mentale di telefonate, discorsi probabilmente assurdi su Fabio, momenti di nervi scoperti, di crisi di nervi, di strane apatie e scoppi di pianto.

Poi, passata la tormenta, un crescendo di mesi di paranoie, fino all'esplosione, a gennaio, in cui tutta la mia pazienza è esplosa e mi sono trovata ad essere totalmente me stessa di fronte ad un estraneo sul quale ci avevo ricamato molto sopra.

Mesi intensi, in totale balia delle emozioni, io di solito così controllata, mesi di altissimi e bassisimi, di corticircuiti mentali, insomma, mesi di totale rincoglionimento.

Poi ho capito che lentamente dovevo riprendere possesso del senno, e placare un po' l'emotività in esplosione, non reprimerla, ma solamente darle una forma, altrimenti sarei impazzita davvero.

Lentamente, come un gambero abbiamo (ho più che altro) fatto un passetto alla volta, tutti passi indietro, perchè in questo caso abbiamo fatto il percorso al contrario, e non è buono, pensa un po' come quando entri alle mostre e sbagli partendo dalla fine, o quando scazzi la strada segnalata dell'ikea, è un casino.

Ora capita di guardarsi nelle palle degli occhi e dirsi stupiti: "va bene no?", "sì, va bene..." con un brivido di terrore, visto che sembrava una tempesta in cui eravamo tutti e due aggrappati alla scialuppa di salvataggio sempre in procinto di finire giù e noi ci dicevamo "non ti voglio perdere, non ti voglio perdere".

Ora il mare è piatto, calmo, c'è un bel tramonto all'orizzonte, navighiamo con un piccolo gozzo, un po' disagevole perchè io ci arrivo a nuoto quasi tutte le sere con un sacchetto della spesa ed il beauty in una borsa a forma di anatra, e mi rituffo la mattina seguente, ma ora voglio che sia così, mi basta.

Mi basta addormentarsi stretti stretti e sentirmi dire "sto bene", parlare parlare di tutto (finalmente ha smesso la fase autistica), morire dal sonno mentre mi legge tutto l'articolo di d'avanzo su Papi, seguirlo alle riunioni pallosissime del circolo su tutto, e sapere che la mia opinione per lui è importante.

Le emozioni libere ti fanno sentire vitale ma se non le controlli ti portano alla pazzia.

Ciao Fabio, ti dedico "Ghost Dance" di Patty Smith, riposa in pace nei miei ricordi ed in quelli di tutte le persone che ti vogliono bene.

Ogni tanto mi immagino di raccontargli le mie dis-grazie e vederlo scuotere la testa sentenziando "bah, è vecchio".

un'altra spina tolta da: kaktus alle 00:38 | link | commenti |
autocoscienza, attentisindrome premestruale

martedì, 30 giugno 2009

un'altra spina tolta da: kaktus alle 23:35 | link | commenti |
la politica del kaktus

La questione morale

Stasera mi è venuto un colpo quando ho sentito alla radio che Vendola aveva azzerato la giunta regionale, chiedendo inoltre alla manager della asl (vicina al PD) di consegnare le proprie dimissioni.

Perchè?

Perchè sono INDAGATI, non ancora PROCESSATI E COLPEVOLI ma INDAGATI.

Ero quasi commossa dalla limpidezza morale rara, rarissima di quest'uomo politico, dal cui gesto molti (del partito più cratico che demo) dovrebbero imparare e prendere esempio.

Tutto questo mi conforta, è come una piccola fiammella in una notte buia che dura ormai troppo tempo.

Spero di vederlo presto segretario del partito della Sinistra, per ora lasciamolo fare e fare bene in Puglia.

Lui non chiacchiera, fa. E' questo che dovrebbe fare un partito di Sinistra.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 23:34 | link | commenti (1) |
la politica del kaktus, enrico ti spiego

lunedì, 29 giugno 2009

ho messo piede in faccia libro e già ho voglia di togliermici.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 12:59 | link | commenti (2) |

venerdì, 26 giugno 2009

un'altra spina tolta da: kaktus alle 17:46 | link | commenti |
esorcismi, canzoni del kaktus

giovedì, 25 giugno 2009

Malanima

Già una donna con un cognome così non è una donna convenzionale.

Arriviamo a questo concerto all'interno di una rassegna estiva di un paese.

Scene da festa paesana, vecchi sulle seggiole che manco sanno cosa stanno vedendo e sentendo, forse, nostalgici, si aspettano che canti "ma che freddo fa".

Invece questa eterna ragazza ha un piglio da rocker, l'intensità dell'interpretazione, affiancata e valorizzata dall'eterno ragazzo Zamboni, quando attacca Trafitto la sensazione è che l'anima punk di Giovanni Lindo Ferretti si sia impadronita di lei, robe da esorcismo.

E sto bene ascoltando una dopo l'altra le sue canzoni, le sue interpretazioni, poi attacca Grazie, la mia preferita, mi giro e Genosse mi sta facendo uno strano sorrisetto, per un attimo mi viene un tremendo dubbio: non è che legge il mio blog??

Mercoledì andiamo ad Arezzo a sentire "la vecchia", Patty Smith, in suo onore non mi depilerò le ascelle.

Mi fanno ridere le persone che dicono che dopo una certa età è da supergiovani andare ai concerti, io, senza musica, senza concerti, sarei una persona davvero triste.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 19:25 | link | commenti (1) |
avere trentanni, recensioni del kaktus, canzoni del kaktus



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