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Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei? 25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo

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martedì, 13 ottobre 2009

Lo spernacchio.

OVVERO: ma che c'ho io in comune con chi celebra Craxi e si considera un libertario....

Finalmente si fa sul serio
(della serie: meglio tardi che mai, nel frattempo mi sono raddoppiati i capelli bianchi...)

Non è precipitando i tempi che possiamo pensare di risolvere i problemi antichi della sinistra italiana e neppure di rafforzare in modo convincente l’opposizione al governo Berlusconi.A Napoli al termine di un’affollata assemblea, con un documento finale votato a larghissima maggioranza, ci siamo dati tempi e modi per avviare il processo di costruzione di un nuovo centro sinistra, competitivo e vincente.Oggi  non ci sono condizioni tali da indurci a modificare il percorso stabilito appena un mese fa e tantomeno quindi a improvvisare un congresso su due piedi.

Riccardo?

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

un'altra spina tolta da: kaktus alle 16:18 | link | commenti (3) |
la politica del kaktus

sabato, 10 ottobre 2009

Citto ed il centro sociale.

Ebbene stasera pioveva e poi me l'ero imposto come una specie di imperativo, quello di andare a vedere l'ultimo capolavoro del regista de noantri, Francesco, per gli amici (noantri) detto Citto Maselli (ma soprattutto perchè facendo la volontaria al cinema, entro gratis...).

Bene, vuoi la pioggia, vuoi che è un cinema d'essai, vuoi quello che vuoi, al cinema stasera eravamo meno di 10, di cui 2 non paganti, quindi fa 8 paganti....

C'era una strana atmosfera di scetticismo e di sfida personale (ma anche diciamolo, di sfiga) dentro a quel cinema, come se tutti avessero elaborato lo stesso pensiero: lo odio, fa dei film di merda, ma vediamo dove vuole arrivare e soprattutto se riesco a tollerarlo.

Il film di per sè non era orrendo, nel senso che non mi sono addormentata.

Però aveva ragione il caro Alberto Crespi, le cui recensioni sono la prima cosa che leggo perchè mi fanno scompisciare dalle risate.

Innanzitutto la sinossi: un intellettuale di sinistra visita un centro sociale, lo invitano a parlare, non sapendo che cazzo dire, gli fa i complimenti, poi intervistato da una ragazza del centro, sempre non sapendo che cosa dire, spara una serie di banalità sulla cultura, la conoscenza e la consapevolezza, in pieno sinistrese.

Questo filmato viene trasmesso da TELEROMANORD, e sottolineo, teleromanord e non si sa come, fa il giro del mondo, ed il giorno dopo tutti i principali quotidiani DEL MONDO e sottolineo MONDO, parlano di questa cosa, che lui ha suggerito che sarebbe bello farlo diventare una casa della cultura, come fece Malraux.

Quindi arriva tutto l'entourage de sinistra, la rossanda, il rampante fuxas, il vecchio sindacalista, la banca delle coop, ovvero l'unipol sotto le mentite spoglie di demobanca creando un gigantesco cazzeggio economico-ideologico che manda in crisi i giovani idealisti fino a decretare la chiusura del centro.

Nel frattempo, loro, i sinistri, che fondamentalmente ammettono di aver solo cazzeggiato, perdono le elezioni.

Didascalico, finto, artefatto, sempliciotto, sia nel modo di raccontare che in quello di far recitare gli attori, nei dialoghi. Cosa che potrebbe anche offendere un pubblico abituato a pensare con la propria testa: ma pensi che siamo una manica di deficienti, che per spiegarci la crisi della sinistra ci devi presentare questa storiella così semplice, infantile, quasi ingenua, che a pensar bene mi fa tenerezza, a pensar male, mi fa credere che tu pensi che il tuo pubblico sia stupido (o forse ha ragione lui...). Questa considerazione, durante l'intervallo mi fa esclamare brunettescamente a mezza voce: è solo un vecchio trombone finanziato dai fondi pubblici.

Poi, non c'è logica di causa effetto di molte scene, e questo dopo un po' suscita la mia ilarità.

Appunto, quella dell'intervista a teleromanord che fa eco in tutto il mondo.Ma dai.

Poi quelle scene assurde di quella compagnia di teatro che non si capisce come, smette di fare le prove nel centro e vaga per roma a fare le prove in mezzo alla strada, ma perchè?? nessuno li aveva mandati via.

MAh.

Ma soprattutto, Citto o non è  mai entrato in un centro sociale in vita sua oppure ha una visione molto stereotipata: caro Citto, i centri sociali non sono frequentati solo da fighissime tank girls, tutte con cosce di fora e stivaloni.

E poi questo insistere sulle canottiere larghe, senza reggiseni sotto.

Stereotipi infantili.

Salvo solo l'immagine grottesca dell'intelligentia di sinistra.

MA soprattutto, caro Citto: per dire a Bertinotti che è un coglione dovevi spendere tutti questi soldi? non potevi semplicemente fargli una telefonata?

un'altra spina tolta da: kaktus alle 02:09 | link | commenti |
continuiamo a farci del male, recensioni del kaktus

martedì, 06 ottobre 2009

Razionalità (?).

Sto cercando di prenderla in maniera estremamente razionale.

Domani andiamo a spargere le ceneri in mare, come da sua volontà, e non riesco a non togliermi dalla mente Il grande Lebowsky.

So che lei capirebbe, era munita di una buona dose di ironia.

Per il resto ho deciso di dare ascolto ad Enrico Ghezzi (ex sindaco di questo paesello, noto cinefilo) che al mio commento sarcastico su "Uh, Citto Maselli..."  (regista che per me rappresenta lo stereotipo di molti clichè "de sinistra" e alla luce di un film che vidi alla Panoramica di venezia nel '96, cronache del terzo millennio, film, che mi fece abbastanza cagare..) ha esclamato che è un bravissimo regista, e quindi, mi impegno a guardare qualche suo vecchio film, facendo attenzione ai suoi mirabolanti piani sequenza...sì, mi piace farmi del male.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 18:44 | link | commenti (2) |
autocoscienza, continuiamo a farci del male

lunedì, 28 settembre 2009

La sirena

Ogni giorno che vado all'hospice, ogni maledetto giorno c'è un vecchio che PARLA CON UN TONO DI VOCE ALTISSIMO.

Il vecchio ci sta dentro, non è totalmente fradicio, parla e si esprime correttamente, gioiosamente parla al cellulare " sto benissimo! qui è un albergo a 5 stelleeee!!"

Essendo sensibile alle basilari regole di convivenza civile, anche e soprattutto perchè NON siamo in un albergo a 5 stelle, ma in un hospice, dove c'è gente che sta molto molto male.

Mi indigno.

Mi indigno ogni giorno. Fino a quando, 2 giorni fa, esco dalla stanza e lo vado a cercare.

Armandomi di tutta la calma interiore, gli chiedo, PER FAVORE, di abbassare la voce...

E lui "sì, sì, mi scusi, mi scusi...".

il giorno dopo, uguale: "ora vado a vedere la televisiooooneeee".

Ritorno all'attacco: "per favore, le chiedo per favore, tenga un tono di voce normale, qui non è solo".

E lui "sì, sì', mi scusi, mi scusi..."

Ma che per caso mi stesse prendendo un po' per il culo sto qui?

Ritorno in stanza e sento, il vecchio che chiede di parlarmi, che mi deve spiegare perchè, etcetc.

Quando esco a fumare, mi bracca, mi chiede di sedermi vicino a lui che mi deve spiegare.

Io metto le mani avanti, dicendogli che non lo volevo mortificare, ma non è possibile che lui urli così tutto il giorno in quel posto lì.

E mi spiega che anni fa ha dovuto disattivare una sirena e questo gli ha causato la morte delle cellule dell'orecchio, insomma, ci sente, anche se ha un ronzio costante nell'orecchio, ma ha sempre paura che gli altri non lo sentano.

Io mi dipingo di merda marrone, gli chiedo scusa, che non lo sapevo, ci diamo la mano.

E mi sento una merda. Io sto bene, vado lì in visita, lui è malato, io non mi dovevo permettere di redarguirlo.

Lui mi promette anche che ci starà attento.

Il giorno dopo ..." alloraaaaa, vado a mangiareeeeee, sì, prendo il passato di verduraaaaa".

Ma ora, va bene così.

Che bisogna fare?

 

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 17:36 | link | commenti (1) |
cintura nera di sfiga

A volte ritornano

Le "fighe di parigi" sono universali, purtroppo.

Ci sono persone che devono a tutti i costi sentirsi al centro dell'attenzione.

Problemi di autostima? Insicurezza?

Probabile, ma sono arrivata al punto che ho abbastanza cazzi miei per comprendere e scusare i cazzi degli altri.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 13:06 | link | commenti |
categoria xx, continuiamo a farci del male, effetto begbie

mercoledì, 23 settembre 2009

Bagnoli 2

ennesima notte in sacco a pelo, perchè mi dovrei vergognare ma, ho la mia stanza così incasinata che non so dove iniziare per metterla a posto, ed infatti, ora, invece di farlo, scrivo...

Così, la sera mi prendono degli abiocchi incredibili, butto tutto in terra, mi infilo nel sacco a pelo sul letto e dormo.

Sinceramente non so più quale sia casa mia, anzi, ora come ora mi sento abbastanza una homeless.

Da questa casa sono fuggita, per non vedere, per non stare male.

Ci ritorno ora che siamo alla fine e sto male solo quando vado a trovarla all'hospice.

Sì, l'hospice, qui nella tristissima provincia di Pistoia c'è una struttura scandinava, è un hospice, non è un ospizio ma una casa, colorata, pulita, aperta, dove ognuno ha una propria stanza, con bagno, ed un letto per ospitare un familiare, c'è una cucina, un salotto, un bel giardino e tanti gatti, un ricovero specifico per malati terminali, dove personale preparato ti accompagna alla fine, alleviandoti il dolore, anzi, facendo in modo che tu non soffra.

E' un posto eccellente, del servizio sanitario nazionale. Pubblico.

A volte, proprio perchè vivo dove vivo, in un paese arretrato da molti punti di vista, imbarbarito, mi capita di stupirmi quando vedo queste oasi di civiltà, perchè penso che potenzialmente potremmo essere un paese evoluto se solo volessimo e se questo non fosse affidato solo all'impresa di singole persone illuminate o forse semplicemente persone che fanno il proprio lavoro, per bene.

Il resto del tempo l'ho passato in uno stato di semincoscienza, dormendo da Genosse la maggiorparte delle notti, sempre con la mia borsa-anatra.

Che vita è questa?

Una vita un po' confusa, sicuramente sospesa.

Mi chiedo spesso perchè tutte le volte che lui mi pressa dicendomi di andare a vivere con lui io non sia davvero così esaltata.

Prendo tempo.

E penso. Lo amo. Ma se davvero lo amo, perchè non voglio fare questo passo? (maronna, frasi da romanzo harmony, mi faccio venire il diabete da sola, o un po' di onco..)

Lo vorrei fare, ma ho paura di quello che mi troverei a fare e ad essere.

Forse io sono solo una grande immatura, ma c'è sempre una vocina, come un campanello d'allarme che mi frena.

Io di lui non mi fido, ecco. L'ho detto.

Ma non perchè penso che sia in cattiva fede.

Ma perchè penso, e una volta gliel'ho anche detto molto francamente, che mi ritroverei sulle spalle il peso del suo stile di vita, uno che si riempie la giornata di cose da fare, e delega agli altri le incombenze che lui ritiene secondarie.

Insomma, siamo al punto di partenza.

Prendo tempo, conscia che così, è una schifezza.

Nel frattempo mi sono anestetizzata con la politica...vabbè, politica...

Ore ed ore di discussioni su questo soggetto politico, su come fare un partito, sul gruppo dirigente che prende tempo (anche lui!) e così via.

Fino ad arrivare a Bagnoli, all'assemblea nazionale di Sinistra (ora anche Ecologia) e Libertà.

Già appunto, ma perchè non chiamarla anche Sinistra, Ecologia, Diritti, Laicità, Lavoro, Socialismo, Comunismo, Figa, Arcobaleno e Libertà...

Qui si prende tempo, appunto, baloccandosi con i capricci dei vertici.

C'era la voglia di linciaggio dei socialisti, c'erano i distinguo dei verdi, che loro, hanno una storia diversa da noi che siamo tutti di derivazione PCI (io il PCI l'ho visto morire ed ero ancora piccina...), invece loro, blablabla.

Ma andate a cagare.

C'era una base, calda, caldissima, e quando vi ricapita di trovarvi 2000 persone che chiedono una rappresentanza politica e vogliono partecipare attivamente, con proposte alla costruzione di un partito di sinistra, quando vi ricapita di trovare una base che chiede di essere interpellata direttamente su tutti i punti del percorso, e vi chiede di mettervi al servizio.

Appunto, forse è stato proprio questo che ha creato lo scollamento del vertice dalla base.

La richiesta di mettersi al servizio e non la delega, come accade nel partito fluido, ormai liquefatto, il PD.

La paura che ogni delegazione creasse dei distinguo dai quali si sarebbe instaurato un dibattito sui vari documenti che sarebbe durato giorni di assemblea.

La paura di perdere il controllo.

Credo che di fronte alla scelta di far parlare tutti, poi anestetizzare la platea con il messia Vendola per un'ora e poi tirare fuori un documento striminzitissimo in cui si danno 4 punti di percorso ma fondamentalmente ci sono ancora 5 partitini minuscoli che rimangono con i loro distinguo, ci sia di fondo la buona fede di chi capisce che bisogna essere inclusivi, e fare le cose con pazienza, ma anche un po' di cattiva fede.

Come sempre la mia relazione con Genosse ed il percorso politico di SeL hanno delle inquietanti analogie....

Il fatto è che trovo sempre delle sfaccettature ironiche, per non dire grottesche.

Come la fuga dei 5 dopo la lettura del documento, una vera e propria fuga, sotto le note di People have the power (una vera presa per il culo se si pensa che hanno deciso arbitrariamente loro e la base non è stata assolutamente presa in considerazione, molto vecchio stile, quando alle riunioni del PCI facevano parlare tutti, ma il relatore finale, il quadro, aveva già deciso il giorno prima, in pieno centralismo democratico), mentre la delegazione fiorentina (sempre incazzata e divisa, sempre stile guelfi e ghibellini, ce l'hanno nel sangue) e quella romana, cercavano di prendere la parola al microfono arringando la folla, che invece, me compresa, ha tutta votato il documento, per senso di responsabilità, altrimenti il partito ce lo facciamo da soli, ma siamo in grado? io no.

C'era questo, o nient'altro.

Meglio di niente.

E poi c'era la società civile che si sgolava dentro alla sala Newton, gridando partito partito, con interventi fotocopia, qui ed ora, subito.

Fuori, c'era l'intelligentia, in giacca e cravatta, in capannelli confabulanti.

Che fumava.

Anch'io fumavo, e tanto.

E in un'ennesima pausa caffè, torno e non ci sono più i capannelli che discutono di geometrie variabili e compagnia cantando, c'è una donna, con una divisa grigia, intenta a raccattare, di domenica pomeriggio, tutte le cicche di questi infantili bambinoni totalmente scollati con la realtà della vita ( e forse mi ci metto dentro anch'io quando partecipo a queste assemblee, con l'unica differenza, che io magari mi lavo meno la bocca con i distinguo ambientalisti ma le cicche di sigaretta le butto nel portacenere, e che cazzo), magari assunta in una cooperativa a 500 euro al mese, niente straordinari pagati, niente extrapaga per il lavoro domenicale, che probabilmente, nelle migliori delle ipotesi, ci guardava come marziani, nelle peggiori -e avrebbe fatto bene-tra sè e sè era pure di molto incazzata (ma guarda questa manica di scioperati, quanti discorsi inutili, intanto io devo tirare la baracca, mio marito è disoccupato e non ho soldi per comprare i libri di scuola ai figlioli).

Ma il più bello di tutti era il Sansonetti Gonfiabile, con completo di lino bianco, e maglietta del suo inutile giornalino, a mò di uomo sandwich, con capello unto e occhiali fermacapelli incorporati, svolazzante, a stringer mani e dare pacche sulle spalle.

Praticamente la mascotte della festa.

Grottesco. Forse non è cambiato molto, ne abbiamo parlato tanto, abbiamo fatto tanta autocritica ma comincio a pensare che le nostre sindromi (nostre, intese ovviamente come sinistra) non ce le toglieremo mai. E se non ce le toglieremo, scompariremo definitivamente, già ora siamo delle ombre...

 

 

un'altra spina tolta da: kaktus alle 18:03 | link | commenti |
autocoscienza, discorsi spinosi, la politica del kaktus, continuiamo a farci del male, genosse

martedì, 22 settembre 2009

Bagnoli.

E si andò a Bagnoli, finalmente, coperti e incazzati con la mia fiammante auto nuova, a gas ma soprattutto rossa.

La città della scienza è bellissima e mi è tornata la voglia di leggere La dismissione di Ermanno Rea che comprai e lasciai lì perchè non ho abbastanza ordine nella testa per leggere qualcosa che vada al di là dell'Unità in questo periodo (un periodo un po' lungo...).

La serata era particolarmente elettrica, piena di fulmini, con la Francescato che era più nera che verde ed una tipa molto romana e forse socialista che berciava a tutta voce "se ne stia in toscana quel farabbbbbbbuttttttto, io non rinungio alla mia storia bolitica".

L'astronauta la guardava assorto, imperturbabile, come sempre.

Noi da brava base, origliavamo senza farci vedere.

Ora non ho voglia di scrivere, ho mal di testa e sono uno straccio, vado a dormire.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 22:16 | link | commenti (3) |
la politica del kaktus, giri del kaktus

sabato, 19 settembre 2009

Mi ricordo

i pallosissimi documentari di Quark registrati in VHS che ogni tanto ci facevano vedere a scuola.

La noia mortale.

Voglio vedere Videocracy e Cosmonauta.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 00:27 | link | commenti (3) |
autocoscienza, infanzia del kaktus, incubi del kaktus, reperti del kaktus

giovedì, 03 settembre 2009

E piovve.

Ma non una pioggerellina da nulla, no, proprio un acquazzone di tutto rispetto, in moto, perbenino, con lo zaino gigantesco sulle spalle, la tenda montata e tutto quanto.

Attorno ci sfrecciavano supermotociclisti biemvuisti con tutine impermeabili, bauletti in titanio, caschi in tinta, tutti di una certa età e con buone pensioni, immagino, noi, no, non avevamo portato manco la giacca della moto (maffigurati se piove...).

Risultato: tutto fradicio, nello zaino, e fin nelle mutande.

Così come l'acquazzone, c'è stato anche uno scazzo estemporaneo per la gioia dei vicini di tenda.

Poi è tornato il sereno e la seconda parte si è rivelata una strana luna di miele con dosi massicce di dopamina il cui effetto continua a perdurare da gennaio.

Ora sono qui, abbronzata a farmi la seconda ed ultima settimana di ferie reclusa tra badanti, gatti che non si sa più dove metterli quindi li ho reclusi in camera mia e mi distruggeranno tutto, computer, libri e così via, in fondo li capisco. Lo farei anch'io al posto loro.

E, tra le altre cose sono immersa in una serie di questioni burocratiche, assicurative, perchè la fantasmagorica auto understatement è arrivata ma devo avere l'assicurazione e quindi tra bersani, assicurazioni telefoniche etcetc sto sclerando (ora capisco perchè costano meno...).

Certo, le invio tutta la documentazione via mail...scanner rotto, compra lo scanner nuovo, pc rotto, formatta il pc, e così via.

Non vedo l'ora di tornare a lavorare.

Poi, la corsica non me la ricordavo così cara, ma roba da spennarti viva.

C'era la tassa dei 3 euro: acqua? 3 euro. Una bottiglia di birra Pietra da 33cl? 3 euro.

3 euro era la cifra minima di spesa, praticamente l'equivalente del fiorino di non ci resta che piangere.

Poi c'era il petit dejeneur, dove stavano lì a lesinare per 2 marmellatine.

Ladri.

Ho dovuto dare ragione a Genosse perchè ho voluto fare la figa: che? i pentolini? seee, io sono in vacanza, cicci, col cavolo che la sera mi metto lì per terra a mangiare i fagioli in scatola, tz!...

....pentimento...con capo coperto di cenere...

Ho fatto più di 400 foto, forse mi sono fatta prendere la mano.

Però, detto tra noi, la corsica è bella, perchè è un posto selvaggio, poco antropizzato, dove c'è gente che non vuole rotture di palle, quindi se non vuoi la ressa anche ad agosto la corsica va bene.

MA, mi dispiace, da noi ce ne sono 300 di corsiche, io rimango sempre della mia idea, il sud italia è impareggiabile.

E la sicilia rimane sempre al numero 1 della lista. 

La vacanza logisticamente è stata così: carica la moto, smonta la tenda, monta la tenda, disfa gli zaini, rifai gli zaini, smonta la tenda, carica la moto, monta la tenda, disfa gli zaini....

Ritorno in notturna sul traghetto con le solite scene da ammutinati del Bounty di tutti quelli del passaggio ponte: giovani, vecchi, cani, bambini baraccati per terra, mi giro verso Genosse che è distrutto e ha già la palpebra calata sul materrassino per terra in un posto che ci siamo guadagnati facendo di corsa 3 rampe di scale con gli zaini: che dici? forse cominciamo a non avere più l'età per fare una vacanza del genere.....?

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

un'altra spina tolta da: kaktus alle 12:17 | link | commenti (3) |
autocoscienza, cintura nera di sfiga, esperienze di strada, tecnologia del kaktus, convivere con un neurone

sabato, 22 agosto 2009

sono ufficialmente in ferie.

domani sicuramente piove...e pioverà per una settimana, vedrai...col solito culo che mi ritrovo...porto il k-way, si sa mai.

Per una settimana non voglio rotture di coglioni, polemiche, ma solo relax, mare, anzi mare, e posti belli e tranquilli, penso che lì troverò tutto quello che mi serve.

Il motociclista sta sclerando con il cambio olio, io sono in ritardo sulla tabella di marcia, come al solito, so già che quando arriverò a casa sua sarà scoglionato (as usual).

Speriamo di non scazzare, ma io so che non scazzeremo, basta immergermi in una soluzione salina e sono la persona più amabile di questa terra, quasi irriconoscibile, direi.

Praticamente una cozza.

un'altra spina tolta da: kaktus alle 19:15 | link | commenti (1) |
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